Ricostruzione, Confartigianato:
«Finalmente niente Soa
per appalti sotto ai 258mila euro»
SISMA - Il presidente provinciale Leonori festeggia una conquista per le piccole ditte locali che vorranno partecipare ai bandi per opere pubbliche: «Ora occorre ridurre i costi e semplificare le procedure e la documentazione da produrre»

Renzo Leonori, presidente di Confartigianato imprese Macerata
«Dopo molte richieste è stata finalmente apportata una sostanziale modifica alla normativa che disciplina la Soa». Il presidente provinciale di Confartigianato imprese Renzo Leonori festeggia un piccolo traguardo per le imprese marchigiane coinvolte nella ricostruzione post sisma. La certificazione Soa, che serve alle ditte per partecipare alle gare di appalto per bandi pubblici, ora è necessaria per importi superiori a 258mila euro (prima della modifica il tetto era 150mila euro). «Nelle Marche – spiega Leonori – l’80% delle imprese del settore costruzioni sono piccole imprese artigiane che danno occupazione al 73% degli addetti e, anche a causa della crisi che ha colpito il settore, è per loro molto difficile e costoso ottenere l’attestazione Soa. L’alzamento della soglia era pertanto un diritto sacrosanto, fortemente richiesto da Confartigianato». Tuttavia, ci sono ancora difficoltà per le imprese che vogliono ottenere la certificazione. «Una su tutte – dice Leonori -, la quantità di documentazione da produrre alla Società di Attestazione per la prima classifica (258mila euro), che è ancora la stessa della classifica illimitata. Occorre quindi ridurre i costi e semplificare le procedure e la documentazione da produrre, almeno per le prime due classifiche, ovvero per i lavori fino a 516mila euro. Proponiamo – conclude Leonori – di eliminare l’obbligo di allegare alla domanda le planimetrie autenticate e le fatture di acquisto del materiale in cantiere per i lavori in conto proprio, ripristinare il pieno valore legale del “silenzio assenso” per le verifiche della documentazione inviata ai Comuni per quanto riguarda gli atti amministrativi e abolire la presentazione dei versamenti Inps, in quanto ogni verifica di regolarità per gli enti previdenziali è già ampiamente comprovata con il Durc».