Padoan boccia il governo:
«Con questa legge di stabilità,
i mercati ci punirebbero»

LE MIGLIORI scelte di politica economica per un futuro di stabilità e crescita: questo l'obiettivo dell'incontro con l'ex ministro che si è svolto ieri all'Abbadia di Fiastra a cura di "Cittadini in cammino"

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Pietro Marcolini, Pier Carlo Padoan e Flavio Corradini

 

Mettere a fuoco le migliori scelte di politica economica per un futuro di stabilità e crescita. Questo l’obiettivo dell’incontro con Pier Carlo Padoan che si è svolto ieri all’Abbadia di Fiastra. Numeroso il pubblico che ha aderito all’invito dell’associazione “Cittadini in cammino” per un confronto pubblico sulle scelte di politica economica con l’economista, politico e accademico italiano, ministro dell’economia e delle finanze fino al 2018, oggi membro della camera dei deputati. Padoan e’ stato affiancato dal presidente dell’Istao Pietro Marcolini e dal presidente dell’associazione “Cittadini in cammino” Flavio Corradini. Tra gli intervenuti anche Mario Morgoni che ha confermato il valore di questi incontri affinché «il mondo riformista ed in particolare il Pd costruiscano dal basso una netta alternativa alla volontà punitiva e non progettuale del governo attuale».

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Pier Carlo Padoan

Pietro Marcolini ha messo in luce la necessita’ di «riformare il tessuto democratico alla base della nuova classe dirigente per far rinascere la regione Marche che, dal 2008 ad oggi, si trova con un 25% della base produttiva bruciato anche a causa del sisma 2017-2018. Le risorse per rinascere ci sono, tra queste l’industria 4.0 che può rilanciare le imprese private», ha concluso Marcolini. Padoan è invece partito da una domanda: «Com’è l’italia oggi dopo i 50 giorni del nuovo governo?». «Tre sono i punti chiave dell’attuale coalizione: il contratto di governo, con la Flat Tax che non fa altro che aumentare la disuguaglianza, il reddito di cittadinanza con la sua impostazione assistenzialistica e lo smantellamento della legge Fornero che rischia di disgregare tutto il sistema pensionistico, gli annunci e la finanza creativa». Secondo Padoan queste sono misure «inadatte alla situazione italiana e hanno costi totalmente incompatibili con la finanza pubblica e nei confronti di Bruxelles. La legge di bilancio, con queste scelte politiche ed economiche – ha sostenuto preoccupato l’onorevole – provocherebbe in pochi secondi una grave reazione dei mercati europei e uno spread a livelli massimi». L’onorevole ha proseguito dicendo che «tra gli annunci c’è il decreto dignità che attua logiche di punizione e proibizione; dobbiamo invece mettere in campo strumenti, come il jobs act, che invoglino la crescita e gli investimenti. Le Marche hanno come punto di riferimento economico le piccole imprese che vanno incoraggiate ad investire nel futuro per evitare un rallentamento inevitabile dell’economia».

padoan-1-325x244Padoan, riguardo al mercato del lavoro, ha parlato «di rafforzamento degli incentivi per i contratti a tempo indeterminato, in opposizione all’idea di smantellare o penalizzare eccessivamente i contratti a breve termine, come vorrebbe il governo in carica», sostenendo che «la strada virtuosa da percorrere e’ una crescita basata su riforme strutturali che, dopo un periodo di “rodaggio”, cioè di misure fiscali, apporterebbero miglioramenti stabili e duraturi nel tempo. Importante è anche lo sfruttamento equilibrato di nuove tecnologie che migliorino la produttività». L’ex ministro, definendosi europeista, ha tuttavia ammesso che finora «l’Europa ha posto al centro le regole e meno il “cittadino” ma dall’Europa non si può prescindere e chi evoca scenari di uscita dall’Euro per un paese fragile come l’Italia si assume la responsabilità di metterci a rischio di una incontrollabile tempesta finanziaria».

padoan-6-325x244Dopo l’analisi della situazione economica e politica attuale, l’onorevole ha iniziato un dialogo vivace di 45 minuti con il pubblico. Le scelte di Salvini in tema di pace fiscale, il sistema bancario, la riforma del terzo settore i temi affrontati. Padoan ha evidenziato che «la riforma strutturale funziona se il comportamento di chi ne trae vantaggio e’ virtuoso. L’attuale governo non vuole semplificare ma smantellare i controlli, comportamento pericoloso che può portare al tunnel dei condoni e al ritorno all’antico. Le banche dovrebbero avere maggiore convenienza sui prestiti ai cittadini e alle imprese ma il governo, oggi, non permette loro di farlo –  ha proseguito l’onorevole -. I ritardi delle riforme per il terzo settore, infine, sono spesso conseguenza di un governo che vuole a tutti i costi cancellare il lavoro fatto dalla precedente legislatura».

padoan-3-325x246L’ex ministro, in risposta ad altri interventi del pubblico, ha espresso la sua convinzione «nell’efficacia di una economia circolare che punti a contenere gli sprechi», ha sottolineato il dovere, nell’ambito dell’istruzione, «di comprendere quali siano i canali e gli strumenti di formazione, in quanto tutto cambia in modo molto veloce e inatteso. La soluzione resta quindi quella di educare i giovani con valori di onesta’ e conoscenza della politica e della società» ed ha insistito sul «legame tra macroeconomia e individui e sulla volontà del Pd di ottenere risultati per il paese ma anche di essere in grado di incidere positivamente sulla qualità di vita dei cittadini ed essere apprezzato dagli stessi». La conclusione è stata per una riflessione sul Partito Democratico «che deve avere il coraggio di fare i conti con la sconfitta elettorale, capire cosa non e’ andato e diventare un’opposizione più dura, decisa e senza mezzi termini, lavorando ad un progetto alternativo per il Paese».


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