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Area ex Park Hotel, il comitato:
«No alla cittadella delle emergenze»
Pazzaglini: «Unica area possibile»

VISSO - Un gruppo di cittadini si oppone alla struttura che dovrebbe sorgere all'ingresso del paese: «è l'unica zona libera ed edificabile per strutture turistico ricettive». Il sindaco spiega le motivazioni che hanno condotto a questa scelta
venerdì 6 luglio 2018 - Ore 12:46 - caricamento letture
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L’ex Park Hotel a Visso

Botta e risposta tra il comitato “Visso futura” ed il sindaco senatore Giuliano Pazzaglini. Oggetto del contendere la Cittadella delle emergenze, con la nuova sede della Croce Rossa che sorgerà nell’area dell’ex Park Hotel, dove al momento è in corso la demolizione. Un gruppo di cittadini si oppone alla scelta della zona chiedendo che sia fatta nei pressi dell’attuale sede Cri, in località il Piano. «Il sisma 2016 ci ha colpito duramente, ha annullato in pochi secondi tutte le nostre certezze, ci ha reso fragili e confusi, ci ha dispersi in tanti luoghi diversi indebolendo il tessuto socio – economico della nostra comunità. Oggi che stiamo tornando a poco a poco nel nostro territorio, dove molti problemi e disservizi emergenziali sono irrisolti, come la destinazione delle attività commerciali, dobbiamo anche prendere coscienza – e ciò è molto preoccupante – che non c’è una visione programmatica di medio e lungo periodo per il futuro della nostra città». Nel mirino quanto approvato nel consiglio del 20 dicembre 2017, con i voti contrari della minoranza: «Nell’area Park-Hotel insieme alle delocalizzazioni delle attività economiche, sarà costruita anche la Cittadella delle Emergenze , con 500 mq per la C.R.I. ed altre strutture, su un’area di 2mila mq. Per tutelare e agevolare la futura rinascita del nostro territorio, per dare una speranza di futuro ai giovani che hanno deciso di restare, per i nostri figli e nipoti, per invogliare potenziali investitori che potrebbero percepire negativamente l’impatto con una imponente struttura per le emergenze posta all’ingresso di Visso, noi disapproviamo tale scelta ritenendola sbagliata e inopportuna». Tra le motivazioni del no: quella scelta è l’unica area libera ed edificabile per strutture turistico ricettive, il turismo sarà il volano della ripresa futura con un’accurata ricostruzione del centro storico. Aggiungono i componenti del comitato: «Il progetto di delocalizzazione delle attività economiche danneggiate dal sisma è in forte ritardo ed è appesantito dalla presenza della Cittadella delle Emergenze che ne allunga i tempi di esecuzione, mettendo a rischio la sopravvivenza delle stesse che reclamano, da venti mesi, una degna e regolare sistemazione come quella già da tempo ottenuta negli altri comuni del cratere. Se le attività periscono o vanno altrove conseguentemente si disgregherà anche il tessuto sociale, perché nessuno può vivere dove non ci sono i servizi essenziali. La Cittadella, con il consenso di tutti, può essere realizzata dove attualmente ha sede la Cri, come d’altra parte aveva comunicato il sindaco nel Consiglio comunale del 24 aprile 2017, presentando l’idea progettuale conseguente alla Regione Marche con la lettera del 31 maggio 2017». Il comitato chiede partecipazione nelle scelte: «Chiediamo di condividere con noi questa battaglia per lasciare libera l’area Park hotel da qualsiasi altra utilizzazione se non quella, urgentissima, per la delocalizzazione provvisoria delle attività commerciali e, per il futuro, per la sola realizzazione di un nuovo complesso alberghiero a servizio della nostra città». Chiedono di contribuire alla raccolta firme su vissofutura@gmail.com.

 

Giuliano Pazzaglini in Comune

A quanto scritto dal comitato, replica il sindaco senatore Giuliano Pazzaglini. «Ho appena avuto notizia di questa lettera sul tema sede della Croce Rossa. Visto che contiene inesattezze e lacune integro il contenuto con alcune precisazioni. Poi ovviamente ognuno si facesse la sua idea. Già al primo punto c’è la prima affermazione falsa. Non è infatti vero che l’area è libera ed edificabile. L’area è stata occupata ex ord. 408 del capo dipartimento della protezione civile e non sarebbe disponibile per strutture turistico ricettive – scrive Pazzaglini – altro punto e altra affermazione falsa. La realizzazione dell’area è in ritardo per i troppi problemi burocratici di questa ricostruzione, non è assolutamente ritardata dalla possibile sede della Croce Rossa, e non è in ritardo rispetto agli altri». Pazzaglini ribadisce di non aver voluto semplici container, ma un progetto più ampio: «La nostra scelta è stata di non fare solo le strutture emergenziali (container), come fatto da quasi tutti gli altri, ma di realizzare un progetto enormemente più importante. A testimonianza di ciò si consideri che l’importo dei lavori e di quattro volte superiore a quello che sarebbe stato. I pochissimi altri che hanno fatto la stessa scelta nostra sono nelle medesime condizioni. Seppur più lunga io ritengo ancora che la scelta sia giusta perché i tanti motivi già spiegati più volte». Il primo cittadino torna sui motivi della localizzazione della cittadella: «Perchè lì, anche questo è stato spiegato ma evidentemente serve ricordarlo. Nella nuova sede sono previsti spazi per ambulatori e locali per servizi sanitari specialistici, per questo ritengo che la sua collocazione ideale sia in prossimità di quella che diventerà per i prossimi 10 anni almeno la nuova piazza e non in quella che è area per attività artigianali produttive. Nel lessico quotidiano i tecnici indicano quelle aree come destinate ad “attività sporche”, non mi sembra la collocazione ideale per gli ambulatori. Per esaustività della ricostruzione evidenzio che si tratta di duemila metri quadrati impegnati su un totale di 26mila, meno del 10 per cento. Nel frattempo però la nuova sede subisce ritardi per l’opposizione al progetto e la vecchia cade a pezzi. Come tutti spero di non aver mai bisogno dei loro servizi, nonostante questo ritengo utile lo stesso sapere che se servisse anziché partire da Camerino le ambulanze sono già presenti in loco. Se volete, prendetela pure come opinione personale».

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