«Fermate il nuovo centro commerciale»

MACERATA - Il Movimento 5 stelle di gran parte della provincia dice no al progetto nel lotto Simonetti a Piediripa
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Il lotto Simonetti

 

«Scelta scellerata, Comune e Regione intervengano per fermare questa nuova cementificazione». Così il Movimento 5 stelle di gran parte della provincia dice no al nuovo centro commerciale progettato nel lotto Simonetti a Piediripa di Macerata. I firmatari sono gli attivisti di Tolentino, Civitanova, Recanati, Potenza Picena, Macerata, San Severino, Matelica, Porto Recanati e i simpatizzanti di Camerino, Pollenza, Montecosaro, Colmurano, Urbisaglia, Corridonia, Morrovalle, Caldarola e Belforte. «In Consiglio comunale a Macerata – spiegano i pentastellati – è in discussione il progetto del un nuovo polo commerciale di oltre 10 mila metri quadri che sorgerà a Piediripa, per poi passare, dopo la Provincia, all’ultimo step in Regione per la sua definita approvazione». La discussione riguarda la mozione presentata da Anna Menghi e altri consiglieri di minoranza per portare la vicenda, emersa su Cronache Maceratesi che ha rivelato l’esistenza del progetto, su un piano politico. E vedere il da farsi. Doveva essere discusso domani, ma la seduta è slittata. «La Regione – proseguono -, non ha mai emanato un documento per la regolamentazione dei centri commerciali, nonostante le Marche siano tra le regioni con più alto consumo di suolo. Il Movimento 5 Stelle è per lo stop al consumo del suolo pubblico, e si appella al Comune e alla Regione affinché si fermino difronte a questa ennesima scellerata scelta di nuova cementificazione e ripensino a nuove politiche di destinazione territoriale indirizzandole verso il minor consumo possibile di suolo. Ci chiediamo come possano le amministrazioni marchigiane, a tutti i livelli, fare questo tipo di scelte invece di indirizzarsi verso il recupero dei centri storici, già abbastanza spopolati con l’insediamento di questi poli (solo tra le zone di Corridonia e Piediripa, a due chilometri di distanza, ce ne sono due), i quali hanno subito un’ulteriormente aggravamento della situazione dopo il sisma che ha contribuito allo svuotamento dei centri e dei borghi soprattutto nei paesi dell’entroterra.
Inoltre – aggiungono – una legge per regolamentare la costruzione dei centri commerciali serve al più presto, in modo anche da essere un deterrente per quei poteri criminali che guardano alle lottizzazioni selvagge come possibili sbocchi per attività di riciclaggio e speculazioni edilizie. Un esempio clamoroso lo abbiamo avuto proprio qualche anno a Corridonia, dove è dovuta intervenire la Commissione antimafia». Tra le ragioni del no anche «la perdita di posti di lavoro per le piccole attività e le aperture no stop dei festivi che generano una forma di schiavitù moderna. Non abbiamo bisogno – concludono -, dell’ennesima cattedrale del consumo che contribuirà definitivamente al declino economico dei centri storici, a farci vivere vite da frustrati, alienati sociali spinti al consumo di massa, grazie all’intesa tra queste grandi catene di distribuzione e le amministrazioni».

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