Busta paga pesante, la Cisl dal prefetto:
«Parità di trattamento per tutti i lavoratori»
SISMA - Il sindacato ha incontrato Roberta Preziotti dopo il decreto di ieri che ha allungato i tempi della restituzione delle tasse sospese: «Ci sono aspetti essenziali che devono essere chiariti: per alcuni comparti della pubblica amministrazione i pagamenti sono già partiti, chiediamo vengano congelati»

L’incontro in prefettura
Busta paga pesante: sono state 3.483 firme raccolte dalla Cisl in soli cinque giorni. Il sindacato aveva rivolto un appello ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio per chiedere un immediato intervento normativo di modifica delle modalità di restituzione dell’Irpef sospesa a seguito del sisma. E così ieri, dopo che il Consiglio dei ministri in carica ha varato il nuovo decreto – la restituzione inizierà da gennaio 2019 e in 60 rate, non più il 31 maggio di quest’anno e con un massimo di 24 rate – il sindacato ha incontrato il prefetto Roberta Preziotti per consegnare le firme raccolte. «Con questa consegna -commentano Silvia Spinaci e Rocco Gravina della Cisl – vogliamo esprimere un sentito ringraziamento ai tantissimi lavoratori, pensionati, cittadini che ci hanno dato fiducia e che insieme a noi non hanno mollato fino all’ultimo, anche quando in tanti pensavano che fosse ormai una battaglia persa. In tutti i luoghi di lavoro, dalle scuole e università alle aziende, dalle banche agli uffici pubblici, nelle piazze, nei mercati, nelle nostre sedi, il flusso della raccolta firme è stato ininterrotto. Segno di un territorio che non si arrende e che resiste». Il prefetto ha ringraziato il sindacato, ha spiegato il contenuto del decreto approvato e ha riferito l’impegno del commissario De Micheli a trovare soluzioni possibili anche per le altre questioni segnalate dal sindacato. «Sulla stessa emergenza della “busta paga pesante” – continuano infatti Spinaci e Gravina – ci sono infatti aspetti essenziali che devono essere chiariti. In particolare, in alcuni comparti della pubblica amministrazione (come scuola, vigili del fuoco, guardia di finanza e polizia) la restituzione dell’Irpef è già partita su iniziativa della Ragioneria dello Stato, mediante trattenuta sullo stipendio di maggio. Ora, per evitare la beffa di un’assurda disparità di trattamento, è fondamentale che sia garantita a questi lavoratori la possibilità di passare alla restituzione in 60 rate a partire da gennaio 2019. Chiediamo che per questi lavoratori la restituzione venga subito congelata e che possano richiedere il ristorno della rata già versata».
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