Da Picasso a De Dominicis:
ecco i collezionisti “amorali”
che hanno scoperto i maestri

MACERATA - Fino al 3 giugno la mostra che raccoglie nel Laboratorio 41 le collezioni di diversi maceratesi e romani. Una visione trasversale di gusti e opere. Il critico David Miliozzi: «Questi galleristi lungimiranti degli anni 60 sono riusciti a intuire artisti che allora erano solo allievi. Questa è la grande sfida del contemporaneo»

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Il vernissage di “Collezionismo amorale”

 

di Federica Nardi

Cosa lega Pablo Picasso, Gino De Dominicis e Hisako Mori, giovane artista dell’Accademia di Belle Arti di Macerata? La risposta è nello sguardo di chi, nel tempo, ha visto qualcosa di speciale in un’opera d’arte portandola nella storia. E’ il popolo trasversale dei collezionisti. Ed è a loro, molti del Maceratese, che è dedicata l’esposizione “Collezionismo amorale”, inaugurata ieri con una ristretta cerchia di invitati negli spazi del Laboratorio 41 in via Maffeo Pantaleoni, a Macerata. La mostra resterà aperta fino al 3 giugno e sarà possibile visitarla previa prenotazione alla galleria.

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David Miliozzi

Ma perché proprio “amorale”? «La morale è qualcosa che appartiene al tempo – spiega David Miliozzi, consigliere comunale e critico d’arte -. Il collezionismo è un fenomeno trasversale nella storia ed è ovvio che la moralità invece varia a seconda del periodo. La storia racconta di tanti collezionisti con una totale assenza di moralità». Un atteggiamento controverso che però, in molti casi, ha permesso di traghettare i capolavori del passato fino a oggi. «Questi galleristi lungimiranti maceratesi degli anni 60 – prosegue Miliozzi – sono riusciti a intuire artisti che allora erano allievi. Questa è la grande sfida del contemporaneo: la sensibilità di vedere dove va la storia dell’arte. Poi l’opera d’arte deve essere qualcosa che uno sente di volere. Prima ci deve essere un sentimento, un rapporto con un’opera. Credo – aggiunge Miliozzi -, che se uno segue onestamente il proprio gusto e si guarda intorno può portare avanti la propria collezione, la sua personale eredità. Bisogna sfatare il mito che ci vogliono per forza tanti soldi. Per me inoltre il collezionista è il principe dei fruitori. Con il suo sguardo e sensibilità dà valore all’opera e la rende eterna». Alessandro Leanza, gallerista del Laboratorio 41, ha parlato di «grande emozione per noi e anche per i proprietari delle opere. Un bel confronto tra generazioni e interessi dei collezionisti». Nei due piani della galleria si passa dalla fotografia all’iperespressionismo fino alla scultura. Ci sono opere anche di Picasso, Dalì e Mirò. Tra gli altri artisti esposti Iacopo Fiorani, Valerio Valeri, Rodrigo Bianco, Carla Accardi, Tano Festa, Mario Schifano, Gino De Dominicis.

La mostra “Collezionismo Amorale” è aperta al pubblico da Lunedì 21 Maggio su appuntamento. Per contatti e prenotazioni, email: info@laboratorio41.com, cell. 3427682166 tel. 0733264488. Orario apertura galleria: dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 20.

(foto di Marco Ribechi)

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Alessandro Leanza

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L’angolo di Hisako Mori


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