Bufera sull’Asp Paolo Ricci,
Mariagioia Squadroni si dimette dal cda

CIVITANOVA - L'avvocato ha deciso di lasciare dopo l'entrata in graduatoria della moglie del sindaco: «Modus operandi estraneo alla mia caratura morale e alla mia professionalità». Denuncia di essere stata tenuta all'oscuro del bando e svela difetti di forma nei verbali. La sorella poche settimane fa si era dimessa dalla presidenza dell'Azienda Teatri
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Mariagioia Squadroni

 

Selezione pubblica da collaboratore amministrativo della “Paolo Ricci” di Civitanova, l’avvocato Maria Gioia Squadroni si dimette dal cda dopo la formazione della graduatoria nella quale è presente anche la moglie del sindaco Ciarapica, Sandra Fontana. L’avvocato Squadroni segue le orme della sorella, Silvia, ex presidente dell’azienda Teatri di Civitanova, anche lei dimissionaria. Stavolta le motivazioni all’origine dell’abbandono nascono dalla selezione pubblica della quale la Squadroni afferma di essere rimasta all’oscuro e parla di una commissione nominata senza tenere conto dei criteri stabiliti e sottoscritti in un verbale che tra l’altro non è stato firmato. Vizi di forma e modus operandi «estraneo alla caratura morale ed alla professionalità della sottoscritta» denuncia la Squadroni. Questi i motivi che hanno portato alle dimissioni. Ma c’è di più, l’avvocato afferma infatti di essere venuta a conoscenza della pubblicazione della graduatoria solo tramite i mezzi di informazione. Il verbale approvato dal cda con cui si approvava la necessità di ricercare, tramite bando, una figura professionale da impiegare nell’accoglienza era del 21 novembre 2017. «Ma dal quel giorno – spiega la Squadroni – sono stata tenuta all’oscuro sia della predisposizione del bando di selezione, che dei criteri che portano all’utilizzo della graduatoria a fini di altre e diverse future assunzioni anche in enti diversi, mai oggetto di discussione, delibera ed approvazione da parte del cda. Addirittura la commissione esaminatrice nominata nel concorso non tiene in alcun conto dei criteri stabiliti per la composizione della commissione stessa, così come solamente riportati nel verbale non sottoscritto del cda del 31 gennaio 2018 dove la commissione doveva essere composta dalla dottoressa Zallocco, unitamente alla dottoressa Pecorari (che avrebbe svolto la funzione di segretaria) oltre ad un membro esterno per la lingua inglese». Da qui la decisione di abbandonare il cda con una lettera indirizzata ad Agostino Basile, presidente dell’azienda pubblica controllata dal Comune, al sindaco Ciarapica e agli altri membri del cda del Paolo Ricci. «Quanto accaduto _ conclude – rappresenta un modus operandi estraneo alla caratura morale ed alla professionalità della sottoscritta e, anzi,da me chiaramente aborrito, tale vicenda lede la fiducia e l’onorabilità della sottoscritta, sia per la palese violazione di norme etiche e di opportunità, che per gli effetti che ricadranno inevitabilmente sull’intera cittadinanza, a favore della quale ho ricoperto disinteressatamente, chiamata a svolgerlo con ben altre premesse, il ruolo di consigliere di amministrazione della Asp Paolo Ricci , esclusivamente per offrire servizi, assistenza e vicinanza oltreché gratuito apporto professionale di natura giuridica». La presenza della moglie del sindaco e il piazzamento in quinta posizione nella graduatoria per un posto da collaboratore amministrativo in un’azienda pubblica controllata dal Comune ha scatenato un vespaio di polemiche sull’opportunità etica di partecipazione della coniuge per il posto pubblico.

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