Pedonalizzazione del centro,
«Un disastro per il commercio»

MACERATA - Riccardo Sacchi e altri sette consiglieri hanno presentato una mozione con cui si vorrebbe impegnare l'amministrazione a rivedere le regole della ztl e promuovere un piano di rilancio per il salotto buono della città
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Il centro storico a poche ore dal Natale

Ztl e chiusura alle auto del centro storico a Macerata: l’opposizione chiede all’amministrazione di far un passo indietro. E’ stata depositata una mozione a firma di Riccardo Sacchi, Andrea Marchiori, Deborah Pantana (Forza Italia), Paolo Renna (Fratelli d’Italia), Anna Menghi (Comitato Anna Menghi), Francesco Luciani (Idea Macerata), Maurizio Mosca e Gabriele Mincio (Città viva) con la quale si vorrebbe impegnare la giunta a rivedere le norme che regolamentano l’accesso al salotto buono della città e a presentare un conseguente piano di rilancio.

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Riccardo Sacchi (Forza Italia), primo firmatario

«Nel periodo invernale e, ancor di più, nel periodo delle festività natalizie, in cui i commercianti si aspettavano, legittimamente, un maggior afflusso di clientela – denunciano i consiglieri di opposizione – è emerso con assoluta chiarezza un brusco calo di presenze nel centro storico e, di conseguenza, del giro d’affari per le attività ivi esistenti. Tutto ciò in un contesto pregresso di forte penalizzazione post-sisma del 2016. Numerosi commercianti manifestano insoddisfazione, preoccupazione e malcontento al riguardo. Segnalazioni e lamentele sono state espresse anche riguardo all’accesso da parte di fornitori, ditte edili, artigiani, operatori vari, che in centro debbono recarsi per motivi lavorativi e che, in tale contesto, hanno riscontrato numerose e gravissime problematiche  e lacune riguardo alla normativa vigente». Insomma, per l’opposizione «la chiusura h24 del centro storico non è stata affiancata dalla previsione di un efficace, intenso e coinvolgente calendario di attività a supporto. Basti pensare – continua la mozione – alla scarsa affluenza in centro nel periodo natalizio e nella notte di capodanno. E’ mancato un vero e proprio coinvolgimento, coordinamento tra amministrazione, commercianti, residenti, università, Accademia di Belle arti e associazioni di categoria, segnale evidente di carenza di visione programmatica e organizzativa». Tra l’altro, si legge ancora nella mozione «per il pagamento di ogni biglietto di sosta scaduto e per ogni altro incombente collegato alla sosta si è prevista la necessità, per l’automobilista, di recarsi alla “garitta” di Rampa Zara, con tutti gli immaginabili disagi connessi alla scomoda collocazione. Peraltro, risulterebbe che, in orario di chiusura della garitta – fanno notare i consiglieri – il dispositivo per il pagamento preveda soltanto moneta metallica e non cartacea, oltre al fatto che spesso lo stesso sia bloccato o non funzionante, amplificando, così, i disagi».

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La giunta in Consiglio

Da qui gli impegni, che secondo i firmatari della mozione, dovrebbe prendere l’amministrazione. «Operare una profonda e tempestiva rivisitazione delle disposizioni sulla Ztl entrate in vigore nel maggio dello scorso anno – scrivono i consiglieri – con particolare riferimento all’apertura in fasce orarie programmate, nonché all’eliminazione dei gravi disagi e alla conseguente facilitazione di ingresso per i fornitori, gli operatori, gli artigiani, le ditte edili, che in centro storico debbono recarsi per motivi di lavoro; intraprendere un’urgente riqualificazione del centro: arredo urbano, illuminazione,  segnaletica relativa ai punti di interesse (musei, chiese, monumenti), migliorando la vivibilità e rilanciandone l’immagine; promuovere politiche di agevolazione alla residenzialità, al commercio e all’artigianato, prevedendo incentivi, sgravi, nonché provvedimenti di agevolazione alla sosta per chi si rechi a Macerata per turismo o per fare acquisti; coinvolgere nel percorso di revisione delle norme di cui all’oggetto e nella programmazione futura di eventi ed iniziative tutte le parti in causa (residenti, commercianti, università, Accademia di belle arti, associazioni di categoria)». Infine, l’ultima richiesta: quella di «convocare tempestivamente un confronto (Consiglio comunale aperto, dibattito pubblico) che coinvolga tutti i soggetti interessati, al fine di addivenire ad una soluzione il più possibile condivisa».



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