Parlare Futuro chiude
con “L’etica del ribelle”

MONTECOSARO - Mercoledì alle 21,15 al Teatro delle Logge l'ultimo appuntamento della rassegna: ospite il filosofo e saggista Giulio Giorello

- caricamento letture
Giulio-Giorello-1-650x407

Giulio Giorello

 

E’ per mercoledì alle 21,15 a Montecosaro, al Teatro delle Logge, l’ultimo appuntamento della rassegna “Parlare Futuro. Lezioni d’ Autore”. Sarà il filosofo, matematico, saggista Giulio Giorello a chiudere il fortunato ciclo di incontri, iniziato a novembre sul filo de “Il Dissenso”. Una sorta di tributo al libero pensiero, alla disobbedienza al potere, al coraggio del diniego, un inno all’innovazione e alla conoscenza . Quindi, chi meglio di Giulio Giorello, poteva trarre le conclusioni di questo lungo percorso all’insegna della libertà e della disobbedienza? E’ Giulio Giorello, infatti, nell’ultimo suo libro-intervista “L’etica del ribelle”, a cura di Pino Donghi, ad evidenziare la relazione fra rivoluzione e conoscenza asserendo in maniera lapidaria che “la verità è figlia del tempo, e forse la rivoluzione è il termine che media tra tempo e conoscenza”. E assecondando una certa insofferenza all’abuso che si è fatto del termine rivoluzione, il professore propone una categoria, non solo diversa, ma per certi versi antitetica di rivoluzione: la categoria di ribellione. E seguendo le orme del suo maestro, Ludovico Geymonat, espone uno dei nuclei tematici della narrazione che è lo studio delle rivoluzioni della conoscenza. E di concetto in concetto, altro tessuto connettivo della riflessione sembra essere l’analogia fra rivoluzioni scientifiche e rivoluzioni politiche. Ma più di tutti colpisce la sintonia del filosofo Giorello con il mondo anglosassone e protestante e ancor più meraviglia che quando deve parlare di rivoluzione non cita Ernesto Che Guevara, ma neppure i suoi amati filosofi Giordano Bruno e Baruch Spinoza. Le scelte scontate non gli appartengono. Ricorre, invece, a un autore spiritualista e aristocratico, eroe di guerra tedesco caro alla destra: Ernst Jünger. Dal suo “Trattato del ribelle” ricava il concetto che la resistenza al dispotismo nasce dalla libertà interiore di chi assegna «più valore al modo di essere» che «alla pura sopravvivenza». Quello di mercoledì sarà il Giorello di sempre, grande maestro e grande filosofo, colui che ama mettere in discussione le certezze più assodate, le credenze comuni perché in tutti i campi vince chi innova e «le eccezioni non confermano la regola, ma diventano una nuova regola». Queste sono solo alcune delle argomentazioni toccate nell’ultimo libro del professore, ma tanti sono gli interrogativi che sorgono e che pensiamo possano essere sbrogliati mercoledì.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X