Pedemontana, il comitato alla Boldrini:
«Impatto ambientale devastante»

MATELICA - I cittadini hanno inviato una lettera alla presidente della Camera, la cui famiglia ha origini matelicesi, per ribadire la contrarietà al progetto

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Laura Boldrini

 

Una lettera per continuare a tenere i riflettori puntati su un’opera considerata inutile e dannosa. Mentre l’emergenza terremoto è ancora ben lungi dall’essere terminata. Il mittente è il comitato Pedemontana Matelica, la destinataria è la presidente della Camera Laura Boldrini, la cui famiglia ha origini matelicesi. Al centro proprio la Pedemontana delle Marche, osteggiata dai cittadini. Ecco il testo della missiva.

«A fronte dello stallo generale sulla gestione delle macerie (2,4 milioni di tonnellate da smaltire ancora a settembre scorso tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio), l’attenzione politica continua ad essere quella per la realizzazione di una strada a “veloce” scorrimento, definita Pedemontana delle Marche che ha costretto la popolazione terremotata a subire ancor prima dell’arrivo di qualsiasi aiuto per la ricostruzione, la distruzione delle ruspe per un’opera di devastante cementificazione che non tiene in alcuna considerazione le esigenze della popolazione locale residente. La realizzazione della Pedemontana che nasce con un progetto già vecchio (trattasi di strada a due sole corsie e percorribile a velocità non superiore ai 90 km/h), apporterà un impatto ambientale devastante per un territorio pregevole come quello dell’entroterra appenninico, dove si producono prodotti di eccellenza come il Verdicchio Docg di Matelica, i cereali dell’agricoltura biologica oltre alle piantagioni di zafferano e dove si è sviluppato negli ultimi due decenni il turismo ecosostenibile e ciclabile tale opera fortemente voluta dal più grande imprenditore della zona che ne ha rivendicato il tracciato e che negli ultimi anni ha venduto le sue aziende delocalizzando all’estero e mettendo in cassa integrazione quasi 10mila lavoratori, costerà 220 milioni di euro di cui il 40 per cento dovrà essere pagato attraverso oneri indiretti che graveranno sulla tassazione delle popolazioni e sulle economie già piegate dal sisma e dalla crisi. La questione Pedemontana è stata oggetto di tre interrogazioni parlamentari perché questa cementificazione devastante dell’ambiente è stata approvata all’unanimità su tutti i tavoli istituzionali in seguito alla previsione che la strada avrebbe portati 8 mila nuovi posti di lavoro/anno e 90 mila in dieci anni, ma nella risposta del governo a firma del vice ministro Nencini tale argomentazione scompare e l’unico motivo rimasto plausibile risulta essere il “miglioramento dell’ambiente”. Ciò che preoccupa le popolazioni è di cosa vivrà la vallata ad opera compiuta».

 

Visita a sorpresa di Laura Boldrini al presepe vivente di Matelica


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