Ospedale di Matelica
«Solo annunci, ma non si muove nulla»

SANITA' - Dante Reale, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato, ha fatto il punto della situazione durante l'assemblea annuale di Cittadinanzattiva

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«Sull’ospedale di Matelica non ci sono risposte, non è stato ancora riparato il danno del terremoto sulle pareti frontali di accesso ampie venti metri quadrati, il punto di primo intervento e altri ambulatori sono accampati al primo piano e sulla camera mortuaria non sono ancora state trovate soluzioni. Questo non permette di usufruire della struttura, nonostante gli annunci». Con queste parole Dante Reale, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato, si è espresso durante l’assemblea annuale di Cittadinanzattiva di Matelica, che comprende anche il tribunale dei diritti del malato di San Severino. Oltre ai numeri di un anno di intenso lavoro, in cui Reale ha denunciato con proteste scritte, ma non solo, tutti i problemi relativi ai servizi erogati nella struttura, il presidente dell’associazione ha fatto il punto sulla situazione attuale del nosocomio matelicese, intitolato ad Enrico Mattei. «Dopo due anni di battaglia in Regione, l’unica cosa positiva ottenuta sarebbe l’ambulanza sulle 24 ore con il medico a bordo, non sono stati attivati otto posti letto di cure intermedie, servizio che dovrebbe essere erogato con medici ospedalieri – ha aggiunto Reale – perché l’anziano che esce dall’ospedale può essere soggetto a ricadute. Il paziente non può essere considerato un pacco postale da recapitare prima possibile».

cittadinanzattiva-matelica-1-650x366Altro tasto dolente, sottolineato da Reale, gli ambulatori. «Gli ambulatori, nonostante le sollecitazioni, non sono tutti pienamente funzionanti, dermatologia è stata riattivata dopo due anni e mezzo di chiusura, la radiologia funziona a scartamento ridotto, solo tre giorni la settimana, ad oggi sono risultati chiusi sette ambulatori, per altri, angiologia e cardiologia otto, undici mesi di attesa, otorino ed odontoiatria tra i quattro ed i sei mesi, l’ambulatorio di stomatoterapia (che assiste pazienti stomizzati che hanno subito interventi all’intestino, n.d.r) è stato di fatto eliminato, i pazienti sono seguiti dal servizio di assistenza domiciliare, a Matelica tutto resta aleatorio, un altro anno è trascorso senza aver attuato la delibera di giunta regionale 139 del 2015», ha incalzato Reale. «Per i lavori ai danni del sisma, a Fabriano è stata usata la somma urgenza, qui non si muove nulla, l’ospedale ridotto così ha fatto risparmiare all’Asur solo tra i 100 ed i 150 mila euro l’anno». Presente all’incontro anche l’assessore comunale alla sanità, il dottore Pietro Valeriani. «In Regione – ha spiegato – abbiamo chiesto la rimodulazione dei posti letto, con la trasformazione dei dieci posti letto al privato convenzionato, in dieci posti letto pubblici, in totale quaranta posti letto pubblici. La Rsa andrebbe da dodici a quindici posti, mentre i posti letto di cure intermedie andrebbero da otto a quindici, dieci posti letto di riabilitazione estensiva pubblica extraospedaliera, già presente. Abbiamo chiesto questo, consentirebbe tra l’altro un risparmio economico notevole». Valeriani ha ricordato che sulla camera mortuaria è stata approvata una convenzione tra Asur e Comune, durante l’ultimo consiglio comunale, grazie al comandante della polizia municipale Corfeo che sta predisponendo il regolamento attuativo, si è sbloccata la situazione, arenatasi sulla necessità di avere certezze che la morte del defunto sia certa. I lavori annunciati lo scorso febbraio, dovevano essere terminati entro la fine del 2017, ma al momento dalle verifiche effettuate da Cittadinanzattiva, tutto è fermo.


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