Non risponde alle figlie:
trovato morto in casa
RECANATI - La vittima è Giacomo Gili, 69 anni. Agronomo in pensione, fondatore del centro culturale Fonti San Lorenzo e membro dell'Anpi. Lascia due figlie, da poco era diventato nonno. Il sindaco Fiordomo: "Uomo dalla grande passione, generoso, molto sensibile. Avrebbe potuto dare ancora molto alla città"

Giacomo Gili
Non rispondeva alle figlie da due giorni, l’hanno trovato morto in camera. Era sul letto, vestito, con accanto le parole crociate. Se n’è andato così a 69 anni Giacomo Gili: Recanati perde un uomo molto stimato e apprezzato per l’impegno politico e sociale. Il suo corpo è stato trovato verso le 19, i vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la finestra di casa, in viale Aldo Moro, nel quartiere Fonti San Lorenzo per entrare. Ma ormai non c’era più niente da fare, è molto probabile che sia stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo mentre stava riposando. Gili era vedovo, la moglie Tiziana era stata una delle maestre simbolo della città, e aveva due figlie appunto, che lavoravano fuori. Da poco era anche diventato nonno. Era un agronomo in pensione, prima aveva lavorato come dipendente alla Nuova Pignatone, poi come libero professionista. Poco prima della pensione aveva prestato servizio anche al Comune, come lavoratore socialmente utile. Fondatore del centro culturale Fonti San Lorenzo, era stato anche nel cda dell’Ircer e attualmente era membro attivo dell’Anpi, tanto che aveva rappresentato l’associazione nelle ultime celebrazioni del 25 Aprile. Da sempre in politica, ora con il Pd, e prima ancora con il Pds e i Ds. “Era un uomo dalla grande passione – ricorda il sindaco Francesco Fiordomo – generoso, dinamico, molto sensibile, soprattutto per quanto riguarda il sociale. Lavorava molto con i giovani, è stato uno dei primi a credere in nella funzione di questa realtà aggregativa a Fonti San Lorenzo, che oggi è diventata punto di riferimento della città. Dispiace, perché avrebbe dato ancora molto alla città”.
(servizio aggiornato alle 22)