Gli studenti abbracciano il prof:
ultimo saluto a Vittorio Micocci

MACERATA - Si sono svolti oggi pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore i funerali del docente 57enne scomparso improvvisamente domenica scorsa. I ragazzi dell'istituto Pannaggi hanno esposto uno striscione in ricordo dell'insegnante, residente a Montecassiano. Commozione tra i colleghi presenti: "La sua presenza era rassicurante perché sempre all’altezza della situazione"

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I ragazzi del Pannaggi al funerale di Vittorio Micocci, con lo striscione dedicato al prof

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Il prof Micocci, in maglia viola, in una cena di classe con i colleghi e alcuni studenti

 

di Leonardo Giorgi

Con gli occhi lucidi e le mani sui volti commossi, gli studenti dell’amato prof di lettere si avvicinano alla bara e mostrano il loro pensiero, affidato a una citazione di Carl Sagan, scritto su un telo: “Noi siamo come farfalle che battono le ali per un giorno pensando che sia l’eternità”. I ragazzi dell’istituto Pannaggi Bramante hanno saluto così oggi pomeriggio il docente Vittorio Micocci, scomparso improvvisamente domenica pomeriggio all’età di 57 anni a causa di un’embolia (leggi l’articolo). Insieme ai cari e agli studenti del professore, al funerale di oggi pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore di Macerata anche i colleghi del 57enne originario di Loro Piceno e residente a Montecassiano. «Vittorio era uno di noi, della grande famiglia che è la scuola – hanno scritto i professori dell’istituto in una lettera letta durante la messa -. Molti di noi colleghi lo hanno incontrato tanti anni fa. Si era giovani, con tanta voglia di trasmettere ai nostri studenti il sapere, con tante speranze per una scuola sempre migliore. E’ così che abbiamo cominciato a lavorare insieme, per offrire ai nostri studenti il meglio che sapevamo dare, animati dall’entusiasmo che ancora non ci lascia. Il destino, qualcuno dice la congiuntura astrale favorevole, ci ha consentito l’incontro con Vittorio, con la sua dolcezza, la sua pacatezza, la gentilezza di uomo d’altri tempi. Profondo, di grande erudizione, si interessava della scienza in genere, degli astri in particolare, della luna e delle costellazioni stellari e con entusiasmo appagava i nostri “perché” con le sue spiegazioni scientifiche. Con noi partecipava alle iniziative anche di studio spesso in modo piuttosto silenzioso, ma la sua presenza era rassicurante perché sempre all’altezza della situazione». I docenti lo ricordano come il prof gentile «col suo sorriso bonario, il suo passo lento e la borsa piena di libri».

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Al centro, Vittorio Micocci

Struggente e delicato anche il ricordo del collega Massimo Pignani che, «pur avendo scambiato in quattro anni di Pannaggi sì e no quattro chiacchiere con Vittorio», ricorda «con malinconica nettezza un ultimo giorno di scuola. Siamo nell’anno scolastico 2014/2015: finita la lettura di una lettera burla dell’Inps che scrissi in occasione del pensionamento della professoressa Santa Come, Vittorio mi si avvicina e mi stringe la sua mano, ovviamente calorosa come tutto il suo essere, e mi fa i complimenti. Inutile dire che la cosa mi inorgoglisce e, piuttosto impettito, mi aggiro tra tramezzini, pizzette e succhi di frutta, gustando il mio quarto d’ora di celebrità. Dopodiché esco a fumare una sigaretta davanti al cancello della scuola e di lì lui passa per uscire. Vittorio si lasciò andare a diverse considerazioni sulla narrativa e più in generale sulla bellezza – la bellezza, disse – del sapere umanistico. Che a lui tante soddisfazioni aveva dato e continuava a dare. Un piacere seguirlo e notare la passione con cui accompagnava ogni singola parola, a volte articolandola lentamente, più spesso velocemente. Poi mi consigliò un paio di libri – che gelosamente conservo -, mi augurò buona estate e mi strinse nuovamente la sua mano generosa e rassicurante. “Tutto passa”, certo – conclude prof Pignani -, ma di persone generose, rassicuranti, laboriose, gentili, umili e sagge come Vittorio, beh, di queste persone abbiamo un gran bisogno, accidenti».

 


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