Caso Antonio Merloni,
interrogazione in Parlamento
MATELICA - A presentarla il deputato Lara Ricciatti di Mdp-Articolo 1 e ha sottolineato che sono a rischio 100 posti di lavoro. Intanto domani nuovo incontro in Regione tra proprietà, parti sociali, assessorato al lavoro e amministrazione comunale per fare chiarezza sul futuro dell'azienda
Il caso della Antonio Merloni Cylinders Ghergo Group di Matelica produttrice di serbatoi per gpl, sbarca in Parlamento, grazie ad un’interrogazione depositata dal deputato di Mdp-Articolo 1, Lara Ricciatti. Sul fronte della vertenza sindacale domani è previsto un nuovo incontro in Regione tra proprietà, parti sociali, assessorato al lavoro e amministrazione comunale, per fare chiarezza sul futuro dell’azienda, con i lavoratori che dal 5 luglio scorso hanno dato vita ad un serie di scioperi e ad un recente blocco stradale.
Il deputato Ricciatti si rivolge al ministro del Lavoro. “Da diversi mesi i lavoratori sono in stato di agitazione per la situazione di crisi finanziaria e produttiva dell’azienda e per la mancata assunzione di responsabilità da parte della proprietà – scrive Ricciatti – secondo le organizzazioni sindacali sono a rischio circa cento posti di lavoro; in data 19 luglio 2017 l’azienda ha disertato l’incontro con le rappresentanze dei lavoratori previsto alla Regione, fissato per individuare possibili soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali; in data 20 luglio 2017 le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero ad oltranza con un blocco stradale (sulla provinciale 256) per sensibilizzare l’opinione pubblica”. Ricciatti poi ricorda che la famiglia Ghergo è proprietaria anche della Gi&E spa di Porto Recanati, che ha definito in “fase di stallo”, evidenziando che anche nello stabilimento lungo la costa con dipendenti in cassa integrazione, l’azienda non avrebbe dato corso a quanto stabilito nell’accordo sindacale, scrive il deputato: “Impegni che ad oggi non solo risultano disattesi – lo riferiscono fonti sindacali -, ma presentano nuovi fronti di criticità come, per citare solo due esempi, i ritardi nel pagamento degli stipendi e la mancata regolarizzazione del fondo pensionistico complementare dei lavoratori, con diversi contributi non versati; anche in questo caso l’inerzia della proprietà dell’azienda rischia di portare ad una procedura coatta di licenziamento, considerato che le condizioni generali dell’azienda non migliorano e che non sono disponibili altri ammortizzatori sociali che possano anche indirettamente sostenere la riorganizzazione aziendale”. Dopo le premesse Lara Ricciatti chiede al ministro quali iniziative intenda assumere “al fine di salvaguardare queste realtà produttive ed i relativi livelli occupazionali”.

