Incendio al Cosmari,
chiesto studio clinico
sulle conseguenze a lungo termine
MACERATA - Il Consiglio ha approvato all'unanimità la mozione di Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi di Fi sul monitoraggio nella zona del consorzio. Via libera al consuntivo 2016 di Macerata cultura. Il sindaco Romano Carancini ha annunciato che sta lavorando per poter convocare la conferenza dei servizi per la bretella Montanello-Villa Potenza entro l’anno e avviare il cantiere entro il 2019

Consiglio comunale di Macerata
Il Consiglio comunale di Macerata ha approvato ieri sera, ultima seduta prima della pausa estiva, il conto consuntivo 2016 e il bilancio preventivo 2017/19 dell’Istituzione Macerata cultura, biblioteca e musei, illustrato dall’assessore Marco Caldarelli. A favore 16 voti della maggioranza, contrari 3 contrari (Fi) e 3 astensioni (M5S e Città Viva). Il rendiconto dell’Istituzione Macerata cultura si è chiuso con un avanzo di 50mila euro, il bilancio preventivo impegna 215mila euro per l’anno 2017, 207mila per il 2018 e 207mila per il 2019. Con i voti della maggioranza e l’astensione della minoranza è passato anche il provvedimento relativo alla definizione agevolata delle controversie tributarie e il relativo regolamento. Via libera anche per l’adeguamento statutario della Task e all’adeguamento alla nuova normativa dello statuto del Centro agro alimentare.
Durante il Consiglio il sindaco Romano Carancini ha annunciato che sta lavorando per poter convocare la conferenza dei servizi per la bretella Montanello-Villa Potenza entro l’anno e avviare il cantiere entro il 2019.
Approvata all’unanimità, con emendamento, la mozione di Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi di Fi, per il monitoraggio della qualità ambientale nelle zone circostanti al Cosmari. Con la mozione il Consiglio comunale impegna l’Amministrazione affinché chieda all’assemblea dei soci del Cosmari di ripetere lo studio clinico effettuato all’epoca dell’incendio per avere un più ampio periodo di osservazione e per raccogliere maggiori notizie cliniche relativamente al periodo in cui ha funzionato l’inceneritore. La discussione è stata un’occasione per ripercorrere le vicende del Cosmari, compreso l’incendio del 2015 e la chiusura dell’inceneritore in una sorta di filo rosso su un tema sempre attuale. Nel dibattito si è guardato anche al futuro dell’impianto consortile, una struttura importante anche in questa fase post sisma, che ha fatto emergere una sua peculiarità positiva rappresentando un unico gestore pubblico cui affidare lo smaltimento delle macerie. Nell’agenda delle azioni future relative al Cosmari, ha detto il sindaco Carancini, c’è la tariffa puntuale, l’utilizzo dell’attivo di bilancio, l’individuazione della nuova discarica dopo la chiusura di Cingoli e ancora l’equo indennizzo per i comuni circostanti al Cosmari, in cui Macerata – secondo il primo cittadino – è stata finora penalizzata.

L’articolo ed in particolare il suo titolo non riportano correttamente il contenuto della mozione approvata dal Consiglio Comunale. Va detto che il tema è abbastanza tecnico e ho ritrovato simili errori anche in altri articoli della stampa locale. Spero quindi di spiegarmi bene. In realtà la mozione impegna l’amministrazione a proporre la ripetizione e l’ampliamento di una ricerca medico-scientifica affidata da 5 Comuni(fra cui Macerata),dalla Provincia e dallo stesso Cosmari ad Arpam ed Asur. Lo studio, i cui risultati sono stati presentati a fine 2015 (il documento è ancora disponibile nel sito del Cosmari) riguardava la raccolta e la valutazione di dati epidemiologici (malattie e ricoveri)relativi agli anni 2006-2011 per valutare l’eventuale effetto delle emissioni dell’inceneritore (spento già nel 2013) sulla salute delle popolazioni che vivevano prossime all’impianto. I risultati della ricerca sono risultati interlocutori (anche se sufficientemente tranquillizzanti) e gli stessi ricercatori ne auspicavano l’ampliamento in particolare per quanto riguarda il numero di anni coinvolti nell’indagine (per valutare quindi l’effetto nel lungo periodo). Questo pur riconoscendo ovviamente che lo spegnimento dell’inceneritore avesse eliminato il rischio di un pericolo ambientale perdurante e continuativo. Quindi l’indagine che viene proposta NON ha nulla a che fare con l’incendio del 2015. Un evento certamente critico ma che fu già tempestivamente valutato a suo tempo dagli stessi soggetti (Arpam ed Asur) posti a tutela della salute pubblica che si espressero ,chiaramente questa volta, per una irrilevanza dell’impatto ambientale del fenomeno. Un chiarimento spero utile per i cittadini e anche doveroso per i presentatori della Mozione e per i consiglieri che ne hanno discusso in maniera approfondita.