La ex tenta estorsione a tatuatore:
rinviata a giudizio

CIVITANOVA - La donna avrebbe chiesto 3mila euro mensili al marito con cui si era separata. Gli avrebbe anche prospettato l'arrivo di parenti molto pericolosi

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Tatuaggio

Un tatuatore al lavoro (foto d’archivio)

 

Tatuatore diventa vittima di presunti tentativi di estorsione da parte della ex moglie: la donna è stata rinviata a giudizio questa mattina dal gup del tribunale di Macerata. L’udienza si è svolta davanti al giudice Giovanni Manzoni. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, una donna albanese di 32 anni, dopo che si era concluso il matrimonio con un civitanovese, avrebbe cominciato a inviargli sms e a telefonare all’uomo dicendo che gli avrebbe fatto del male e che lo avrebbe denunciato, falsamente, per aver ottenuto guadagni in nero dalla sua attività di tatuatore. Sempre secondo l’accusa la donna si sarebbe presentata ripetutamente sul luogo di lavoro dell’uomo e gli avrebbe prospettato che avrebbe chiesto l’intervento di parenti albanesi molto pericolosi. La donna avrebbe cercato di ottenere dall’ex coniuge – prosegue l’accusa –, somme di denaro per 3mila euro mensili (come mantenimento per la separazione, a dire della donna) e comunque non inferiori a mille euro. Il tatuatore però aveva deciso di non pagare e denunciato tutto. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Civitanova tra il 2013 e l’ottobre del 2014. L’imputata è difesa dall’avvocato Mirela Mulaj (dello studio Scheggia). La difesa respinge le accuse e al processo cercherà di dimostrare che non vi è stato nessun tentativo di estorsione.

(Gian. Gin.)


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