Abuso d’ufficio a Pollenza,
tre persone a giudizio
IN AULA - La vicenda riguarda l'affido di un incarico di microzonazione sismica. Oggi si è svolta l'udienza davanti al gup. Gli imputati respingono le accuse sostenendo che il bando sia stato assolutamente regolare
Abuso d’ufficio per l’aggiudicazione del bando per l’affidamento dell’incarico di microzonizzazione sismica a Pollenza, tre persone rinviate a giudizio questa mattina dal gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. I fatti contestati risalgono al 2015. Sotto accusa Federico Canullo, 52 anni, maceratese, Marco Orazi, 40, di Treia, Roberto Del Savio, 54, maceratese. L’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, contesta loro, in qualità di componenti della commissione incaricata all’interno dell’Utc del comune di Pollenza, di analizzare i punteggi per aggiudicare il bando nonostante fosse possibile procedere ad aggiudicazione diretta per appalto sottosoglia (ossia inferiore a 40mila euro), e dichiaravano aggiudicatario diretto uno zoologo faunista che, dice l’accusa, non aveva i requisiti prescritti dalla normativa regionale che prevedeva che l’affidamento dovesse avvenire a favore di un geologo. L’accusa parla di punteggi molto inferiori attribuiti ad altri concorrenti rispetto alle prestazioni e anche del fatto che gli imputati fossero a conoscenza che lo zoologo avrebbe presentato, all’atto di compilazione della domanda di partecipazione, false dichiarazioni in merito allo svolgimento di indagini geologiche relative al Piano regolatore generale del comune di Cingoli. Canullo è sotto accusa in qualità di presidente della commissione valutatrice e responsabile dell’area tecnica del comune di Pollenza, Orazi come componente e segretario verbalizzante della commissione esaminatrice e istruttore tecnico del comune di Pollenza, Del Savio come componente della commissione esaminatrice e istruttore tecnico del comune di Pollenza.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Vando Scheggia, Renzo Tartuferi, Nicola Piccinini. I difensori dicono di essere «assolutamente convinti della condotta dei funzionari che avrebbero tranquillamente potuto affidare l’incarico direttamente e invece per far partecipare tutti hanno chiesto di mandare i curriculum e in base a questi hanno fatto una graduatoria. Ora l’accusa dice che è fatta male, ma se potevano incaricare direttamente a chi poi ha vinto, senza richiedere alcun curriculum da altre aziende, per quale motivo fare una graduatoria?». Sul fatto dello zoologo «è solo il legale rappresentante. Si tratta di società multidisciplinari, è ovvio che poi se ne è occupato un geologo». Il processo si aprirà il 6 febbraio.
(Gian. Gin.)

