Si è spento Egidio Mariotti,
una delle voci della poesia dialettale

SARNANO - Aveva 88 anni. Il ricordo del sindaco Ceregioli: "Ha fatto dell'umanità il suo stile di vita. Un esempio per tutti". L'avvocato Sabbatini: "Per l'associazione Arma dell'Aeronautica sei stato il sommo poeta". Il funerale domani alle 10,30 nella chiesa di Sant'Agostino

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D-Egidio-Mariotti

Egidio Mariotti

 

Sarnano piange Egidio Mariotti. Si è spenta ad 88 anni una delle voci della poesia dialettale maceratese più conosciute. Lascia le figlie Rossella e Stefania. Amministratore, insegnante e dirigente postale a Morrovalle e Sarnano, fondatore di un gruppo folkloristico negli Ottanta, redattore dell’Appennino Camerte. Ma soprattutto poeta, cultore e conoscitore del dialetto Maceratese. Conosciuto per la sua verve, era anche presidente onorario dell’associazione dell’Arma Aeronautica di cui faceva parte perché aveva fatto il servizio militare nell’aviazione leggera dell’esercito. Il funerale si terrà domani, mercoledì, alle 10,30 nella chiesa di Sant’Agostino.
Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli: “Egidio se ne è andato: in punta di piedi, con la discrezione che lo caratterizzava, è salito ad abbracciare per sempre la sua amata consorte. Egidio Mariotti è stato un grande personaggio della nostra Sarnano: amministratore, fondatore ed animatore del gruppo folkloristico negli anni ’80, redattore dell’Appennino Camerte e poeta dialettale. Ma soprattutto è stato una persona che ha sempre fatto dell’umanità il suo stile di vita: sempre sorridente, sempre pronto al dialogo ed alla battuta, sempre attento ai bisogni degli altri, un esempio per tutti. Nel fare le mie più sentite condoglianze alle figlie Rosella e Stefania ed a tutti i suoi familiari, voglio condividere con voi un ricordo “radiofonico” che ho dell’amico Egidio. Ero bambino – non ricordo l’anno – quando Egidio partecipò alla Corrida radiofonica condotta da Corrado. Armato di registratore a cassetta mi misi davanti alla radio e registrai la poesia con la quale Egidio vinse quell’edizione della Corrida. Era una poesia nella quale, raccontando le vicende di Pierino in Paradiso, poi in Purgatorio e quindi all’Inferno, Egidio riuscì a sdrammatizzare e rendere divertente anche un momento così drammatico come quello della morte. Non rammento bene il titolo (forse “Pierino nell’aldilà”), ma ricordo benissimo le prime strofe: “Pierino è mortu, un gorbu all’impruisu, un santu lì a guardallu par che scia, tuttu cumpuntu e co la vocca a risu, e immece quella è l’urtima vuscia”.
Lo ricorda con affetto anche l’avvocato maceratese Giuseppe Sabbatini che gli ha dedicato diverse pagine in una pubblicazione sui componenti dell’associazione: «E’ stato per noi il sommo poeta, hai sempre goduto nel calarti nei panni del Pierino e gustarti la sorpresa e il sorriso che leggevi nel volto degli ascoltatori, di ciò solo gratificato e contento, rimanendo per quanto possibile in disparte a guardarne l’effetto».


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