Traduzione dal napoletano,
Canale 5 in tribunale

MACERATA - L'avvocato Andrea Di Buono sarà consulente per sbobinare le intercettazioni. "Non era mai successo durante il dibattimento ma solo nel corso delle indagini. Si tratta di un fatto eclatante da un punto di vista culturale e linguistico. Il napoletano è una lingua riconosciuta dall'Unesco"

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Gli avvocati Marco Fabiani, Andrea Di Buono (oggi in veste di traduttore), Vanni Vecchioli, Alberto Massi

 

Si è mosso pure Canale 5 questa mattina per assistere all’udienza più attesa della settimana: quella in cui è stato nominato un traduttore napoletano. Il consulente, l’avvocato Andrea Di Buono, dovrà occuparsi, come anticipato, di ascoltare un’ora e mezza di intercettazioni tra 6 imputati che parlano solo napoletano e avrà 90 giorni di tempo per sbobinarle, tradurle e ritrascriverle. Questa la consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) affidata oggi in udienza al tribunale di Macerata all’avvocato Di Buono, con tanto di telecamere del Tg5. “Si tratta di un fatto eclatante dal punto di vista culturale e linguistico”, spiega Di Buono, che da napoletano rivendica la sua identità: “è la prima volta che viene formalizzato negli atti del processo l’affidamento di una Ctu per tradurre il napoletano. Considerato un dialetto, ma che l’Unesco ha riconosciuto come lingua due anni fa. È successo altre volte ma sempre all’interno delle indagini e mai in dibattimento”. Un compito non facile comunque perché “si tratta pur sempre di intercettazioni e potrebbero esserci distorsioni. Comincio lunedì e devo capire prima di tutto di che tipo di dialetto si tratta. Il napoletano non è come l’inglese, non è possibile trascriverlo in un unico modo”. All’udienza di oggi seguirà poi quella del 3 novembre. Per l’incarico Di Buono ha “ribadito che rinuncio ai miei compensi, l’ho formalizzato davanti al giudice in udienza”. Stamattina al tribunale di Macerata, dopo che la notizia dell’incarico si era diffusa nei giorni scorsi, sono arrivate diverse mail di alcuni napoletani che si offrono come traduttori. Al processo gli imputati sono assistiti dagli avvocati Marco Fabiani, Vanni Vecchioli, Alberto Massi.

Traduzione dal napoletano, “serve solo per trascrivere intercettazioni in dialetto stretto”


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