Bilancio più che positivo
per Liberilibri alla Controra
Quattro appuntamenti di "Accordiletterari" curati dalla casa editrice maceratese durante le giornate del festival
Chiusa col botto la settimana di Musicultura con la diretta Rai, è tempo di tirare le somme. L’inedito connubio fra il più famoso festival della canzone popolare d’autore e la casa editrice maceratese Liberilibri, per la prima volta suo sponsor culturale, si è rivelato vincente, con incontri affollati e un corale apprezzamento per la qualità del mini-cartellone proposto dagli “accordiletterari”: quattro eventi molto diversi fra loro, capaci di attrarre la curiosità del pubblico grazie anche ad ospiti di altissima levatura, volti nuovi per il pubblico maceratese, lontani dalla compagnia di giro dei soliti noti (gli opinionisti-tuttologi professionisti dei festival estivi), ma soprattutto voci fuori dal coro. Perché l’intento della Liberilibri, oggi come trent’anni fa, rimane quello di stimolare nel lettore, con ogni singolo titolo delle sue collane, la riflessione e l’approfondimento di argomenti che toccano da vicino la vita di ognuno (siano essi di natura politica, spirituale, economica, giudiziaria, o puramente letteraria), partendo da punti di vista differenti e liberi, mai allineati al pensiero unico dominante.
Partenza fuori dagli schemi con il genio di Marco Buratti, che di professione insegna Geometria all’università, ma che è anche uno dei massimi esperti in Italia dell’arte palindroma (ovvero la combinazione di parole e frasi che possano essere lette da sinistra a destra e da destra a sinistra mantenendo lo stesso significato), tanto da avere una sua rubrica settimanale da molti anni su Il Sole 24 Ore. Buratti ha divertito e sorpreso il pubblico raccontando come è nata la sua passione, come si compone un palindromo, e ha regalato decine di esempi delle sue divertenti creazioni. Quattro dei suoi palindromi tratti dal volume da “E poi Martina lavava l’anitra miope” a “E poi Martina affoga la goffa anitra miope”, pubblicato da Liberilibri nel 2011 (edizione ampliata di un precedente libro del 2005) sono stati stampati sulle t-shirt dell’estate griffate “accordiletterari” indossate da artisti, musicisti, tecnici e staff di Musicultura.
Cambio totale di registro col secondo appuntamento, grazie alla presenza dell’ex magistrato e procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio. L’incontro, intitolato “Crainquebille, il venerdì santo del diritto”, ha preso spunto dal libro Crainquebille di Anatole France, che Nordio ha tradotto e curato per Liberilibri. Magistrato fino al febbraio 2017, Carlo Nordio ha sempre esercitato a Venezia, prima come giudice istruttore, poi come pubblico ministero e come procuratore aggiunto della Repubblica. Ha condotto alcune delle più importanti inchieste in Italia, come quelle sulla colonna veneta delle Brigate rosse, sui sequestri di persona nel Veneto, sulla prima tangentopoli veneta e le cosiddette cooperative rosse. È stato coordinatore delle indagini sui reati economici e contro la pubblica amministrazione note come Mose e presidente della commissione per la riforma del codice penale. Oratore brillante, Nordio ha saputo coinvolgere il pubblico sulle questioni di diritto penale e nella narrazione degli innumerevoli episodi della storia recente d’Italia di cui è stato protagonista. Tante le domande in cerca di risposta, sulla drammatica situazione della giustizia in Italia, sulla condizione del cittadino di fronte alla lunghezza dei processi, sulla sovrabbondanza di leggi (definita da Nordio il male peggiore) che intasano il sistema giudiziario sottraendo risorse e tempo alla magistratura.
Per il terzo appuntamento Liberilibri ha proposto alla platea maceratese un controverso libro su papa Francesco: 266. Jorge Mario Bergoglio Franciscus P.P. del noto vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli, un libro che per i suoi accenti critici e polemici nei confronti di papa Bergoglio ha suscitato sin dalla sua uscita, qualche mese fa, un notevole scalpore sulla stampa nazionale e nelle stanze del Vaticano. Il giornalista Aldo Maria Valli, autore di numerosi libri sulla chiesa cattolica e la Santa Sede, è vaticanista del Tg1 da un decennio. Un incontro difficile per l’evidente e autentica sofferenza personale manifestata da Valli, uomo e cronista profondamente cattolico. Ponendo come suo faro guida il famoso discorso di Benedetto XVI su fede e ragione pronunciato a Ratisbona nel 2006, Valli ha espresso sconcerto e inquietudine per le esternazioni del papa argentino, che mettono in dubbio la retta dottrina e l’esistenza della Verità, non ammettono la necessità del giudizio da parte della Chiesa, mettono sullo stesso piano cattolici e musulmani. Un papa, Francesco, della misericordia, dell’accoglienza e del dialogo ma che, afferma Valli, ingraziandosi continuamente la cultura laicista dominante e adeguandosi ad essa, può condurre a risultati drammatici e devastanti per l’uomo e per la libertà.
Appuntamento in palcoscenico per l’ultimo degli “accordiletterari”: la compagnia toscana La Ribalta Teatro ha proposto un inedito adattamento del pastiche di Julien Benda “Properzio ovvero Gli amanti di Tivoli”. Grande atmosfera, pathos, ironia, poesia: questa la cifra dello spettacolo, una delizia per l’affollata platea di Palazzo Ciccolini che ha apprezzato l’originale performance. “Properzio ovvero Gli amanti di Tivoli” è un singolare gioiello del 1928 del filosofo e scrittore francese Julien Benda (Parigi 1867-1956), tradotto per la prima volta in Italia da Liberilibri. Dall’appassionante storia d’amore e di morte tra il poeta Properzio e Cinzia resta affascinato e quasi ipnotizzato persino l’altezzoso Benda, ultimo illuminista del Novecento, noto misantropo e insolente provocatore, è assurto alla fama europea con l’opera “Il tradimento dei chierici”, in cui denunciava ogni forma d’ingaggio degli intellettuali a servizio della politica e del potere. Nell’oscillazione fra il narrativo, lo scavo psicologico e l’analisi critico-letteraria, la partecipazione empatica dell’Autore alla vicenda amorosa dà nuova vita ai due personaggi che ridisegnano per il lettore, ciascuno dal proprio orizzonte, la loro tormentata passione, tra sogni, apparizioni e dialoghi immaginari. Ma almeno sulla scena, i battibecchi post-mortem fra i due amanti, che si rinfacciano difetti e reciproche mancanze si sciolgono, nella lettura drammaturgica, in un abbraccio finale che li riconsegna alla storia e alla letteratura eternamente innamorati.


