Danneggiamenti all’auto della ex,
chiesti 4 anni per un maresciallo

MACERATA - L'accusa contesta ad un militare della guardia di finanza anche il peculato e l'abuso d'ufficio. E' invece di un anno la richiesta del pm per gli altri due imputati che sono sotto accusa relativamente ad un motorino

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Una serie di danneggiamenti di cui sarebbe stata vittima la ex moglie di un maresciallo della Guardia di finanza: per il militare, imputato per abuso d’ufficio, peculato e danneggiamenti, il pm Rosanna Buccini, ha chiesto la condanna a quattro anni. Un anno è la richiesta per le altre due persone che sono accusate nell’ambito della medesima vicenda, che risale al 2010 e 2011. I fatti sarebbero avvenuti a Recanati e Macerata. Sotto accusa il maresciallo Antonio Petracca, 49 anni (ex marito della vittima dei presunti danneggiamenti) che è accusato di abuso d’ufficio, peculato, danneggiamenti, Andrea Acqua, 51 anni, di Potenza Picena, amico di Petracca e accusato di furto di un motorino di un conoscente del maresciallo, e del tunisino Ahmed Bouajar, 34 anni, accusato di ricettazione del motorino. Secondo l’accusa il maresciallo avrebbe compiuto una serie di danneggiamenti all’auto della moglie, una Fiat Panda e al giardino di casa e alla cassetta della posta della donna. Petracca è accusato di peculato perché come appartenente alla guardia di finanza avrebbe effettuato accessi alla rete informatica Sogei, per ottenere informazioni su di una agenzia di investigazioni e su varie altre persone. Petracca ha sempre respinto con forza le accuse, la difesa sostiene che non vi è prova che sia stato lui a compiere i danneggiamenti. Il maresciallo è difeso dall’avvocato Vando Scheggia. Acqua è tutelato dal legale Massimo Pistelli, mentre l’avvocato Loredana Sonaglioni assiste Bouajar. Parte civile sono la ex moglie di Petracca, (assistita dall’avvocato Alessandro Ciarrocchi), il proprietario del motorino rubato, assistito dall’avvocato Carlo Buongarzone, l’agenzia di investigazioni e un poliziotto sui quali Petracca avrebbe ottenuto informazioni attraverso il servizio Sogei, tutelati dall’avvocato Giovanni Galeota. Il processo è stato rinviato al 3 luglio per luglio.


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