“A 10 anni costretta a guardare porno”
Racconto choc in aula
La madre in lacrime

CIVITANOVA - La ragazza ha riferito presunti episodi di atti sessuale subiti dall'uomo che conviveva con la mamma. Anche la donna è stata sentita perché sarebbe stata vittima di stalking e maltrattamenti

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L’avvocato Piero Piersimoni

 

«A dieci anni mi ha fatto vedere film porno e mi ha palpeggiato». Ha confermato le accuse una ragazza, oggi 21enne, che all’epoca dei presunti fatti, denunciati a distanza di anni, ne aveva dieci. Fatti per i quali è sotto accusa al tribunale di Macerata un algerino di 48 anni, che vive a Civitanova. Deve rispondere sia di violenza sessuale nei confronti della ragazza, figlia della donna con cui conviveva, sia di maltrattamenti e stalking verso quest’ultima. Oggi sono state sentite entrambe le donne nel corso di una udienza toccante, in cui sia la ragazza che la madre non sono riuscite a trattenere le lacrime. Per prima ha parlato la donna. Ha riferito di presunti episodi di minacce, violenze fisiche e morali. L’accusa parla di episodi in cui l’uomo avrebbe minacciato di gettarle addosso dell’acido e lo avrebbe fatto dicendole che così l’avrebbe fatta diventare la più bella del mondo. Avrebbe anche detto che l’avrebbe bruciata al ristorante dove la donna lavorava, le avrebbe detto di volerle tagliare la gola, l’avrebbe colpita con schiaffi, tirato i capelli, lanciato contro degli oggetti. Comportamenti tali, avvenuti tra il 2012 e il 2015, da spingere la donna a non dormire più nella casa dove abitava con l’uomo ma a ritornarci solo quando lui era assente. Oggi la donna ha riferito anche di una foto che aveva ricevuto dal suo ex in cui l’uomo si ritraeva tra teschi e bombe. Poi è stata sentita la figlia della donna. Ha spiegato di non aver denunciato prima i fatti perché si vergognava. Ha parlato di palpeggiamenti subiti dall’uomo e di quando l’avrebbe fatta stare sul divano con lui per guardare film per adulti e palpeggiata. Un racconto che la ragazza ha fatto non riuscendo a trattenere i singhiozzi. Anche la madre, sentendo le parole della figlia si è messa a piangere. L’imputato, che respinge le accuse sostenendo di non aver fatto quanto gli viene contestato, è difeso dall’avvocato Piero Piersimoni. Le due donne si sono costituite parte civile al processo, assistite dal legale Simona Tacchi.

(Gian. Gin.)


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