Recupero del Castello di Montefiore,
680 richieste da tutta Italia e non solo

RECANATI - L'immobile è settimo nella classifica delle manifestazioni di interesse tra i 103 siti che saranno destinati ad attività turistiche secondo il progetto del Mef e del Demanio. La giunta approva il secondo stralcio dei lavori al palazzo comunale dopo il terremoto

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Il castello di Montefiore

 

Record di manifestazioni di interesse per il restauro del Castello di Montefiore a Recanati. A tre settimane dalla conclusione della prima fase del progetto promosso dal Mef e dall’agenzia del Demanio volto a recuperare beni culturali in disuso e farli diventare strutture turistiche sono 680 le proposte arrivate da tutta Italia e dall’estero.

Tra i 103 siti di tutta Italia (3 nelle Marche) il monumento è settimo per interesse suscitato. “Ci sono dunque buone prospettive per il recupero del Castello di Montefiore grazie all’inserimento in una progettualità nazionale che sta suscitando un grandissimo interesse”,- ha dichiarato il sindaco Francesco Fiordomo. Il Castello, realizzato verso la fine del XIII secolo e sottoposto a lavori di adattamento a seguito dell’introduzione dell’artiglieria, rientra nel progetto che intende promuovere un turismo lento ed esperienziale, più consapevole e di qualità, sfruttando oltre 43 immobili pubblici gestiti dall’Agenzia del Demanio, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas dislocati lungo gli itinerari storico-religiosi e i percorsi ciclopedonali da nord a sud dello Stivale. Mediante bandi di gara pubblicati dal Demanio entro l’estate, gli immobili saranno dati in concessione gratuita (9 + 9 anni) o in concessione di valorizzazione (fino a 50 anni) per essere trasformati in piccoli hotel, punti ristoro, centri di assistenza, luoghi per attività ricreative, culturali e di formazione, botteghe artigianali, perfino spa o presidi medici, al fine di rispondere alle esigenze di sosta, permanenza, svago e relax di turisti, pellegrini e ciclisti. Per aumentare il coinvolgimento popolare al progetto e costruire bandi ad hoc, dal 9 maggio al 26 giugno sul sito agenziademanio.it sarà possibile partecipare a una consultazione pubblica in cui confluiranno i suggerimenti e le idee di tutti gli interessati, dai giovani ai pellegrini, dai bikers fino al terzo settore e all’imprenditoria.

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Il palazzo comunale in piazza Leopardi

Intanto è stato approvato dalla giunta comunale il secondo stralcio dell’intervento per il recupero del Palazzo Comunale lesionato dal terremoto. I lavori consistono nell’incatenamento della struttura e rafforzamento dei solai, specie nella zona dell’Aula Magna e della Sala del Consiglio che sono le più colpite. L’investimento è di 730 mila euro, in parte finanziato dalla Regione Marche, mentre per la parte più consistente sono state riscosse le polizze assicurative. Nel corso dell’ultima giunta è stato approvato anche il progetto per il recupero della Chiesa di San Francesco. Dopo le verifiche della Protezione Civile, la predisposizione del progetto da parte del Comune  e l’approvazione della Regione, possono partire i lavori così come anticipato da Fiordomo nel corso della campagna d’ascolto con i residenti del quartiere.


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