Il vescovo a San Marone
“battezza” la nuova chiesa:
“Siate fondamentalisti della carità”

BATTESIMO - Rito di dedicazione per Santa Maria Ausiliatrice. Monsignor Luigi Conti nell'omelia invoca la carità: "Civitanova è un meticciato di genti, di stranieri, di altri, è cresciuta sotto il profilo dell'accoglienza, ma deve fare di più"

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La nuova chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a San Marone

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Il vescovo Monsignor Luigi Conti

 

 

di Laura Boccanera

(Foto Federico De Marco)

«La consacrazione di una chiesa è come un battesimo, noi oggi non tagliamo un nastro, ma professiamo la fede nel nostro destino. Siate fondamentalisti della carità, questa città è un meticciato di genti». Il vescovo Luigi Conti parla di carità e di Civitanova durante il rito di dedicazione della nuova chiesa di Santa Maria Ausiliatrice nella parrocchia di San Marone. Dopo 27 anni l’edificio sacro è finalmente a disposizione dei fedeli. Oggi pomeriggio a partire dalle 17 si è svolta la cerimonia di dedicazione della chiesa, un rituale che prevede l’apertura della porta, la benedizione dell’acqua e l’aspersione delle pareti e dell’altare e dopo l’omelia, l’unzione dell’altare e delle pareti della Chiesa e l’incensazione. Tantissimi i presenti all’evento della vista religiosa della comunità, atteso da anni.

nuova-chiesa-san-marone-civitanova-5-650x433Presenti i gonfaloni delle associazioni, le autorità civili e militari, il sindaco Tommaso Corvatta, il presidente della provincia Pettinari, Francesco Micucci consigliere regionale, ma anche alcuni candidati sindaci. E poi la comunità del quartiere, ormai troppo numerosa per il santuario di San Marone. L’edificio presenta un unico grande spazio circolare all’interno, illuminato dalle vetrate che incanalano la luce verso i fedeli e verso l’altare.  «Oggi è come un battesimo – ha detto monsignor Conti – mi sono fermato sulla soglia e col pastorale ho disegnato il monogramma di Cristo che corrisponde al segno della croce. Questa chiesa è un organismo vivo, ha uno spirito questa chiesa che è di mattoni e raccoglie le pietre vive che siamo noi fedeli. Bisogna tornare a dare il primato alla parola di Dio, siamo troppo presi dalle parole degli uomini, da messaggi di morte e di potere che fanno vacillare la nostra fede. Le parole degli uomini ci dividono, ecco perché occorre ascoltare la parola di Dio e ridarle il primato. Civitanova è come una Galilea delle genti, questa città è un meticciato, è piena di stranieri, di altri. Io ho visto il progresso di questa città nell’attenzione ai poveri, ho visto crescere la carità, ma non basta. L’unico estremismo concesso è il fondamentalismo della carità».

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Da sinistra l’assessore Cristiana Cecchetti, il sindaco Tommaso Corvatta, il presidente della provincia Antonio Pettinari, il presidente del consiglio comunale Daniele Maria Angelini

Il vescovo Conti ha recitato la solenne preghiera di dedicazione, cui è seguita l’illuminazione della chiesa e il rintocco delle campane. Anche l’ispettore don Leonardo ha salutato e ringraziato i presenti  e i componenti del consiglio pastorale. La messa si è conclusa con un fragoroso applauso e i ringraziamenti e i saluti di don Giovanni che ha invitato anche la prossima Amministrazione comunale a concludere i lavori per rendere completa l’infrastruttura. In futuro infatti un camminamento pedonale dovrebbe collegare l’edificio alla ciclopedonale del Castellaro e si parla anche di un ulteriore percorso pedonale verso la statale 16. L’edificio sorge su un’area donata dalla famiglia Murri in memoria del figlio Maurilio oratoriano deceduto ad appena 19 anni nel 1970. I posti a sedere sono 410 ai quali si aggiungono 60 posti del coro. Le opere artistiche, il portone e il crocifisso in bronzo, sono stati realizzati dal laboratorio del maestro Poli di Verona mentre le cinque campane sono state forgiate dalla fonderia Allanconi e accordate su 5 note dalla De Santis Corinaldi.

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Il parroco Don Giovanni Molinari

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L’unzione dell’altare

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