Carriere, precariato e mezzi usurati:
la protesta del sindacato dei pompieri

SICUREZZA - L'Unione sindacale di base (Usb) si lamenta dei tagli che da anni mettono a rischio il potenziale di intervento dei vigili del fuoco, sia della nuova legge Madia, che della mancanza di organico in provincia. "Serve una revisione delle piante organiche, anche in vista dell'apertura a luglio del distaccamento di Visso"

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Vigili del fuoco in corteo

Riordino delle carriere, mezzi troppo vecchi, precariato, mancanza di personale, pendolarismo degli interventi: diversi i temi caldi per i vigili del fuoco. A lamentare ciò che non va e ciò che deve essere cambiato è l’Unione sindacale di base (Usb) dei vigili del fuoco. Nel corso degli anni, dice Edoardo Scialbini, coordinatore provinciale del sindacato, ci sono stati continui tagli «che hanno messo in seria discussione lo standard di risposta dei vigili del fuoco e di sicurezza di un territorio come quello del Maceratese e il suo entroterra». E ora è arrivata anche la discussione della legge Madia sul riordino delle carriere dei vigili del fuoco: «si sta compiendo un’ulteriore oscenità che vede premiare le carriere dirigenziali – dice Scialbini –, strumentalizzando la dirigenza amministrativa a svantaggio di tutti i lavoratori del Corpo. Oltre a non valorizzare gli operatori del soccorso e ad incrementarli, si creano nuove figure dirigenziali che di fatto prosciugano le misere risorse del budget del ministero dell’Interno e della stessa legge Madia, che avrebbe dovuto riformare il Corpo ma che alla fine sta creando ulteriori problematiche interne». Scialbini parla poi di «un preoccupante calo della risposta di sicurezza pubblica (squadre ridotte, mezzi vetusti e datati) in parte tamponato grazie alla buona volontà degli operatori del soccorso» e di come i pompieri vengano di fatto «esclusi da qualsiasi finanziamento in tema di attrezzature e mezzi». Poi c’è il precariato: «personale volontario che sostituisce personale permanente per brevi periodi senza la possibilità di una stabilità lavorativa e che a causa di continui tagli viene richiamato sempre meno in servizio. Su questo aspetto dopo un lungo lavoro con la politica nazionale e regionale si sta attuando la cosiddetta risoluzione “Fiano” che riconoscerebbe lo status di precario e prevederebbe la graduale immissione in ruolo. A tutto questo però deve seguire una revisione delle piante organiche nella nostra provincia, che con l’apertura del distaccamento permanente di Visso previsto a luglio lo si può definire una riapertura e non un riconoscimento, ma a questo deve sommarsi aumenti di personale per il distaccamento di Civitanova, Camerino (distaccamento di cratere) e Macerata, compreso di nuove Aps, mezzi per antincendio boschivo Aib e nuove autovetture di servizio. Molto spesso alle carenze croniche, si attua un vero e proprio pendolarismo del dispositivo di soccorso con tutto quello che ne comporta. Il cittadino paga le tasse per un servizio e lo stato lo deve garantire.  Noi come soccorritori e cittadini siamo consapevoli che già ora non riusciamo a garantire una risposta adeguata alle esigenze. Infine ma non meno importante rivendichiamo l’apertura del tavolo di trattativa nazionale per il rinnovo del contratto, scaduto da quasi 10 anni» conclude Scialbini.


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