Orim, eccesso di rifiuti smaltiti:
assolto Alfredo Mancini

MACERATA - Il fatto non sussiste: l'imprenditore era sotto accusa in seguito ad un controllo dell'Arpam. "L'azienda ha sempre operato nel pieno rispetto delle leggi"

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Alfredo Mancini

 

Il limite di tonnellate di rifiuti da smaltire sarebbe stato superato, per questo motivo era finito sotto accusa il titolare della Orim di Piediripa di Macerata, Alfredo Mancini, che oggi è stato assolto con formula piena: il fatto non sussiste. Mancini era sotto accusa al tribunale di Macerata, davanti al giudice Vittoria Lupi. Tutto era nato da un controllo dell’Arpam, il 12 marzo del 2013, che si era basato sulla documentazione fornita dall’azienda. In base ai documenti i tecnici Arpam ritenevano che la Orim avesse superato il limite di tonnellate giornaliere da smaltire previsto dai regolamenti regionali. Al processo però è stato dimostrato dalla difesa (Mancini è assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi) che in realtà si era trattato di un errore nella lettura della documentazione. Da qui la richiesta di assoluzione avanzata dallo stesso pm Rocco Dragonetti.

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L’avvocato Paolo Giustozzi

«Esprimo soddisfazione per l’esito del processo nel quale è incontestabilmente emerso che la Orim opera ed ha sempre operato nel pieno rispetto delle leggi, dei regolamenti e delle autorizzazioni» dice l’avvocato Giustozzi. Già in precedenza, il tribunale di Macerata aveva accertato l’efficienza del sistema aziendale, volto al rispetto dell’ambiente ed al mantenimento di elevati standard di sicurezza. L’assoluzione arriva in un momento tragico per Mancini per la morte del figlio, Andrea Mancini, che era amministratore delegato dell’azienda (leggi l’articolo). Andrea Mancini si era spento, il 28 aprile scorso, a causa di un malore mentre rientrava da Milano.

(Gian. Gin.)


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