Gi&E, salta la trattativa
A rischio 70 posti di lavoro
PORTO RECANATI - Nulla di fatto dopo l'incontro di ieri in Regione. Questa mattina assemblea davanti all'azienda. Cesca (Fiom): "La proprietà vuole gestire le uscite dei lavoratori dalla fabbrica trattando singolarmente con ogni dipendente per dare molto meno del dovuto". Sciopero fino al 2 maggio
di Emanuela Addario
Saltato anche l’ultimo tentativo di accordo tra i lavoratori della Gi&E di Porto Recanati e la proprietà, la famiglia Ghergo. Ieri in Regione davanti ai rappresentanti dei sindacati e di Confindustria i sindacalisti della Cgil, Uilm e Fiom hanno incrociato definitivamente le braccia. Questa mattina nel piazzale dello stabilimento portorecanatese è stata indetta un’assemblea durante la quale i sindacalisti hanno illustrato le varie fasi del tavolo. “La proprietà sui punti importanti non ha mai voluto trattare – dice Carlo Cesca della Fiom-. L’azienda vuole gestire le uscite dei lavoratori dalla fabbrica trattando singolarmente con ogni dipendente per dare molto meno del dovuto. E’ vero che è un momento di estrema difficoltà ma non c’è la minima volontà di cercare una prospettiva. Siamo in questa situazione a causa delle scelte scellerate attuate in precedenza” conclude Cesca. Un braccio di ferro che sta mettendo a rischio ben 70 lavoratori, molti del settore amministrativo. Infatti, secondo quanto previsto dalla legge, i Ghergo potrebbero decidere di procedere al licenziamento sin da subito.
“La Regione ha rimandato al 2 maggio la data per la firma del documento che dichiara che non abbiamo siglato l’accordo – spiega Boris Basti della Uilm – Nella trattativa era prevista la cassa integrazione per un anno ed un incentivo di due mensilità lorde per almeno 50 dei dipendenti in fase di licenziamento. A questo accostavamo la mobilità volontaria. Ma non c’è stato verso, la proprietà è stata irremovibile” conclude Rocco Gravina della Cisl che comunica che “ lo sciopero durerà fino al 2 maggio, giorno in cui sapremo cosa succederà ai lavoratori”.



