Accoltella i genitori,
il legale: “Da accertare
la capacità di intendere e volere”
TREIA - I familiari di Augusto Fiastrelli hanno nominato un avvocato per assistere il figlio. Lunedì si svolgerà l'udienza di convalida in tribunale. Decisiva potrebbe essere una perizia psichiatrica che potrebbe essere chiesta dalla difesa o dalla procura
di Gianluca Ginella
Il nodo sarà, con ogni probabilità, la perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere di Augusto Fiastrelli, il 39enne che la notte tra mercoledì e giovedì ha accoltellato il papà Ermanno e la mamma Maria Ricci (leggi l’articolo). A chiederla potrebbe essere la procura ma anche lo stesso legale del 39enne, Giancarlo Giulianelli, nominato dai famigliari del giovane che hanno deciso di affidarsi, ad un avvocato di loro scelta. «Si tratta di una vicenda un po’ triste ed è evidente che ci siano aspetti da accertare relativamente allo stato di intendere e di volere» spiega il legale. Il 39enne dopo l’arresto si trova ai domiciliari in una struttura psichiatrica. Fiastrelli è in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida, che è stata fissata per lunedì in tribunale a Macerata.
Le contestazioni che gli vengono mosse sono di tentato omicidio nei confronti del padre, e di lesioni personali alla madre. Per ricostruire quello che è accaduto l’altra notte nell’appartamento dove vive la famiglia Fiastrelli, in via Cristoforo Colombo a Passo di Treia, sarà probabilmente necessario scavare nel passato del 39enne. La procura stessa – il caso è affidato al sostituto Margherita Brunelli –, aveva ventilato la possibilità di una perizia psichiatrica, magari da svolgersi in una fase successiva. Il 39enne intorno all’1 di giovedì è entrato nella stanza dei genitori e, armato di un coltello da cucina di quelli usati per tagliare i salumi, ha accoltellato il padre Ermanno, 68 anni, pensionato ed ex dipendente della Tesoreria, alla gola. La mamma, Maria Ricci, 65, ostetrica in pensione, è stata invece colpita all’addome, ma sarebbe riuscita a parare, almeno in parte, il fendente. Poi nella stanza è arrivato l’altro figlio, Alberto, che è riuscito a disarmare il fratello. Entrambi i genitori sono stati portati in ospedale. Più gravi le condizioni del padre che è stato operato alla gola e la ferita gli è stata ricucita. Giovedì era poi stato ricoverato all’Unità di terapia intensiva dell’ospedale di Macerata, dopo una crisi cardiaca. Non sarebbe, comunque, in pericolo di vita. La crisi non sarebbe legata al fatto di sangue, ma forse allo stress e allo choc della vicenda.



