L’archistar Cucinella per Camerino:
“riprendiamoci i luoghi
per stare insieme”

SISMA - Il professionista è stato incaricato dal Comune di preparare il piano di ricostruzione. Il sindaco Pasqui: "Non cerco l'Oscar di chi sta peggio, ma dobbiamo centrare il percorso. Se sbagliamo strada i sogni di rivedere la città com'era, resteranno tali"
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Un momento della presentazione

 

Debutto ufficiale per l’archistar Mario Cucinella, incaricato dal Comune di Camerino di redigere il piano strategico per la ricostruzione, presentato ufficialmente in una conferenza stampa affollata di giovani architetti ed esponenti delle varie istituzioni che dovranno intervenire da attori protagonisti nel processo di ricostruzione. Nel cuore pulsante del Contram, che ospita ancora il Coc, a prendere la parola per primo è stato il sindaco Pasqui: “Ci sono 6 mila e 200 persone in autonoma sistemazione che hanno perso la casa, 500 alloggiano lungo la costa, 220 attività che non esistono più, ottanta associazioni non hanno più una casa, le chiese sono tutte lesionate, ma nonostante questo nessuna attività si è fermata – ha detto – ma i danni rilevati a Camerino hanno prodotto una situazione che abbiamo solo noi. Non cerco l’Oscar di chi sta peggio, ma abbiamo il problema di dover centrare il percorso da fare per ricostruire. Se sbagliamo strada i sogni della popolazione di rivedere la città com’era, resteranno tali. Per questo ho chiesto con umiltà, ad uno dei migliori professionisti esistenti nel mondo, di aiutarci. E’ tra i nove architetti italiani, che hanno vinto un prestigioso premio, tra i predecessori Nervi e Piano”. Per individuare Cucinella, Pasqui si è rivolto ad Errani, che ha svelato l’aneddoto di aver chiamato il professionista proprio mentre si trovava a Pieve Torina.

cucinella1-400x225Ha poi preso la parola lo stesso architetto Cucinella: “Il piano strategico di ricostruzione deve essere frutto di una strategia condivisa, in cui sarà coinvolta l’università che è un’opportunità di questo territorio. Partiremo dalla realizzazione di una casa dei cittadini, in cui dialogare insieme per costruire congiuntamente ambizioni e desideri, per redigere poi un piano d’azione su dove vogliamo andare, ripartendo dal ricostruire i luoghi in cui andare tutti i giorni, la piazza, le attività commerciali, cercando di rientrare quanto prima, anche in pezzi di centro storico, per non far allungare troppo l’elastico della memoria, altrimenti si rompe”.
Cucinella ha parlato dello “straordinario patrimonio culturale di Camerino, dobbiamo tornare ad utilizzare chiese e piazze, che sono fatte per stare insieme. Mi sono emozionato a sapere che questo è il luogo più a sud in cui c’è un Tiepolo, ecco dobbiamo tornare a farlo vedere alla gente quanto prima, a riaprire il magnifico teatro come luogo d’incontro, riprendiamoci i luoghi per stare insieme. Il nostro piano strategico non sarà solo tecnico, ma legato ai fenomeni quotidiani, ai riti, la priorità sarà accedere in sicurezza a parti del centro storico fruibili, nel frattempo costruire i luoghi nuovi di cui c’è bisogno. Il terremoto può essere un’opportunità, Camerino può diventare un esempio metodologico di come ricostruire”. Il piano strategico sarà realizzato in collaborazione con giovani architetti e con la scuola di Architettura Unicam.
cucinella-4-400x225Cinque i punti necessari per ricostruire indicati da Vasco Errani: “Cucinella ha grandi competenze per costruire un progetto partecipativo, Camerino non può che essere un’eccellenza. Per ricostruire bisogna partire dalla comunità, ricostruire con i valori dalla solidarietà, dell’equità della trasparenza, nel processo i sindaci ed il territorio devono essere protagonisti, altrimenti non si ricostruisce nulla, lo dico chiaramente. Possiamo ricostruire in sicurezza solo con lo studio adeguato, per sapere come è il terreno, per questo abbiamo previsto la microzonazione sismica di terzo livello. La politica deve affrontare le due grandi questioni, di far rimanere i giovani e la banda larga, se investiamo miliardi per ricostruire questo territorio, è per far sì che qui si resti a vivere. Le risorse ci sono, perchè la Repubblica si è preso l’impegno, bisogna ricostruire per contrastare lo spopolamento, perchè se non ricostruisce il Centro Italia, questa non è più l’Italia, la faglia della paura è profonda, alla gente dobbiamo dare sicurezza, chi è in roulotte per scelta ed ha il contributo di autonoma sistemazione, non è vero che è stato abbandonato. Dobbiamo essere trasparenti per evitare che entrino organizzazioni criminali, che possono essere attratte da questa situazione”. Ceriscioli ha ringraziato l’architetto Cucinella dicendosi orgoglioso di poter avere nelle Marche questo grande professionista, l’arcivescovo Brugnaro ha chiesto di tenere conto delle comunità, del patrimonio culturale e di “fare in modo che la prossimità governativa sia più incidente sulla popolazione”. Hanno preso parte alla conferenza stampa il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il presidente dell’Unione Montana di Camerino Alessandro Gentilucci, l’arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il vicesindaco Roberto Lucarelli, il professor Giuseppe Losco presidente della scuola di Architettura Unicam, il soprintendente ai beni culturali Carlo Birrozzi, Giorgia Muratori del segretariato regionale Mibact beni culturali, Cesare Spuri direttore ufficio ricostruzione Macerata.

 

 

 

 



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