Denuncia della Uil sulla sanità:
“Poca efficienza e tripli incarichi
Si mantengono sacche di privilegio”

L'ATTACCO - Il responsabile del Comparto sanità del sindacato, Marcello Evangelista: "Non ci sono soldi per ricostruire dopo il sisma ma si pagano decine di migliaia di euro di affitto per gli uffici amministrativi. A che serve oggi l'ambulanza jolly? La Direzione mantiene inalterato un impianto di posizioni organizzative e coordinamenti che costa quasi 400mila euro annui. Tanti proclami ma tutto poi resta come prima"
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Il sindacalista Marcello Evangelista

 

Sanità, la denuncia della Uil: «paradossi, poca efficienza, doppi e tripli incarichi, tutele di sacche di privilegi e tanti proclami». E’ il responsabile del comparto sanità della Uil Fp, Marcello Evangelista, a mettere nero su bianco su quello che non va nella sanità Maceratese e regionale. Lo fa perché dice che se da un lato «da più parti si continuano a denunciare le tante inefficienze e i limiti di un sistema sanitario pubblico che sicuramente sconta gli effetti di una programmazione poco lungimirante, troppo poco orientata ai reali bisogni dell’utenza ma particolarmente incline a mantenere sacche di veri e propri privilegi appannaggio dei soliti noti», dall’altro «tra un proclama e l’altro le varie Direzioni di turno, tentando di rassicurare tutti, utenti ed operatori, annunciano vere e proprie rivoluzioni e cambiamenti in meglio ma tutto poi va come prima» dice Evangelista. Non è che i cambiamenti non ci siano, continua il responsabile della Uil, «ci sono e alcuni in particolare sono ricorrenti e arrivano puntuali. Si tratta di quelli che riguardano il personale dipendente (principalmente infermieri – che sono i più numerosi – ma anche Operatori socio sanitari, ausiliari, fisioterapisti e il personale del ruolo tecnico e amministrativo) che però nessuno, prima di prendere le decisioni su come organizzare i servizi, si degna mai di ascoltare e che spesso e volentieri, benché privi degli strumenti e dei presidi più elementari, si debbono arrangiare e ingegnare da soli per non far venir meno la qualità o non incappare in qualche violazione delle norme. Questo spesso dipende dal fatto che chi dirige o coordina non è all’altezza e dal fatto che in molti casi mancano procedure chiare, condivise e codificate». Evangelista aggiunge che è frequente il fatto che una direttiva «venga data a voce, così si può cambiare come ci fa comodo, piuttosto che trovare chi sia disposto a metterci la faccia e soprattutto la firma. Solo così si spiegano gli incarichi dai nomi altisonanti di qualche dirigente, di dubbio contenuto pratico ma di sicuro spessore economico – continua Evangelista –, come pure gli incarichi dipartimentali, o i doppi e i tripli incarichi, assieme alla proposta della Direzione che per quanto riguarda il comparto vuole mantenere inalterato un impianto di posizioni organizzative e coordinamenti addirittura più corposo di quello che avevamo quando c’erano le ex zone territoriali: un impianto che costa quasi 400mila euro annui, dove non mancano figure particolarmente strategiche e infungibili che rivestono la duplice funzione di coordinatore e posizione organizzativa. Una vera e propria apoteosi che sottrae risorse importanti per premiare la carriera e il lavoro come si dovrebbe». Nella sanità, dice ancora Evangelista, non mancano i paradossi se, per esempio, nel momento in cui non si sono i soldi per ricostruire dopo il sisma «non si disdegna di dover spendere decine di migliaia di euro al mese di affitto per gli uffici amministrativi che anche se un po’ sacrificati hanno già una loro sistemazione; abbiamo interi stabili vuoti come all’ospedale di San Severino ma se viene chiesto dove è possibile ripristinare alcune strutture che con il terremoto sono state disperse sul territorio, questi non si prendono neanche in considerazione». Altro paradosso: «mancano i medici al pronto soccorso di Macerata ma ci si ostina lo stesso a tenere medici specializzati in emergenza in una ambulanza (la jolly) che poteva avere un senso nel 2013 quando è stata pensata e quando nell’Area Vasta 3 di Macerata le patologie tempo dipendenti non potevano contare su di un servizio di Emodinamica in grado di fronteggiarle adeguatamente e prontamente», e ancora: «si pratica l’integrazione fra infermieri del pronto soccorso e del 118, forse per risparmiare pochi euro, ma non ci si pone il problema che questi professionisti o fanno bene una cosa o ne fanno un’altra, e che il pronto soccorso con i posti di osservazione breve e di medicina d’urgenza a regime avrà bisogno di personale dedicato, e non di qualche palliativo». Infine, dice ancora Evangelista, «alcuni servizi sono carenti di personale, viene autorizzato lo straordinario ma poi, quando è ora di pagare, ci si inventa dei cavilli per non pagare o dilazionare i tempi; ci sono operatori socio sanitari che fanno il lavoro che fanno ma non vengono inquadrati anche se hanno il titolo e adesso il giudice dovrà cercare di risolvere una questione che, in autotutela, risparmiando tempo, denaro e dispiaceri a tutti, si sarebbe già potuta risolvere. Ma poco importa, tanto a pagare sono sempre gli altri» conclude Evangelista.



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