Esordio da record per Matteo Carinelli:
è il primo classe 2010 a debuttare
tra i professionisti in Italia
CALCIO - Il giovane attaccante di Morrovalle ha esordito con la Sambenedettese contro l’Atalanta Under 23 a 16 anni e 9 mesi. Cresciuto nel Valdichienti Ponte, è passato dalla Recanatese prima dell’approdo in rossoblù. Sergio Costanzi, suo ex allenatore: «Si vedeva che aveva una marcia in più»

Matteo Carinelli durante il suo esordio in Serie C contro l’Atalanta Under 23
di Alessandro Vallese
È di Morrovalle e gioca nella Sambenedettese il primo calciatore nato nel 2010 a fare il suo esordio in un campionato professionistico in Italia. Si tratta di Matteo Carinelli, che mercoledì scorso, a 16 anni e 9 mesi, è sceso in campo al 45’ del secondo tempo di Sambenedettese-Atalanta Under 23, prendendo il posto di Plicco e firmando così un debutto storico.
Nessun altro coetaneo era riuscito finora a raggiungere questo traguardo. Un altro classe 2010, Federico Croci della Fiorentina, ha già esordito con la prima squadra viola in Coppa Italia, ma deve ancora debuttare in Serie A. Se si considerano dunque i campionati professionistici, quello di Carinelli può essere considerato a tutti gli effetti un record: è il primo calciatore degli anni Dieci a scendere in campo in una serie professionistica italiana.

Matteo Carinelli, attaccante della Sambenedettese
Attaccante, nato l’1 gennaio 2010 e figlio del notaio Gabriele Carinelli, che ha lo studio a Macerata, Matteo è cresciuto nel Valdichienti Ponte, oggi Sangiustese VP, per poi passare alla Recanatese nel 2023 e approdare alla Sambenedettese nella scorsa stagione.
In rossoblù, nell’ultimo campionato, si è messo in luce con l’Under 16, collezionando 14 presenze e 9 reti, numeri che gli sono valsi le prime convocazioni con la prima squadra e ora anche l’esordio tra i professionisti.

«Da allora ha proseguito il suo percorso di crescita in rossoblù – scrive la società sulla pagina dedicata al settore giovanile – fino alla chiamata in prima squadra e a questo importante traguardo. Un risultato che premia talento, lavoro, sacrificio e continuità, e che rappresenta motivo di grande orgoglio per tutto il nostro settore giovanile. Complimenti Matteo, avanti così».
Il debutto, tra l’altro, ha rischiato di avere un peso ancora maggiore sulla partita. Nei minuti di recupero, con la Sambenedettese sotto di un gol, il giovane attaccante si è procurato un fallo che in un primo momento era sembrato poter portare a un calcio di rigore. Il contatto è stato però rivisto al Fvs e giudicato fuori area. Dalla punizione successiva Tunjov ha sfiorato il gol del pareggio in extremis.
A ricordare le qualità del giovane attaccante è anche Sergio Costanzi, che lo ha allenato ai tempi del Valdichienti Ponte, dove ricopriva il ruolo di responsabile del settore giovanile.

Sergio Costanzi, allenatore, in foto ai tempi del Valdichienti Ponte, di cui ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile
«Iniziava nella sua categoria il primo mese e poi veniva subito spostato nelle categorie superiori perché aveva sempre una marcia in più, sia a livello tecnico e pian piano anche a livello fisico – racconta Costanzi – Lo facevo giocare davanti alla difesa, partiva e saltava gli avversari nonostante giocasse sotto età. Gli si augura il meglio perché se lo merita. È un bravissimo ragazzo, cresciuto con sani principi».