Lo stop alla zona economica speciale,
Corradini: “Mi aspettavo più attenzione
verso il lavoro e il tessuto sociale”

SISMA/IL TERZO DECRETO - De Rosa: “Si teme l’Europa e non ci danno spiegazioni sulla bocciatura, intanto la parata a Norcia”. Passa invece l’odg di Valentina Vezzali: “Il progetto Unicam è interessante, non va accantonato”
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Il rettore Flavio Corradini

 

di Maurizio Verdenelli

Niente da fare. Zona franca e/o Zes (zona economica speciale) non s’hanno da fare. Si era capito in commissione Ambiente quando gli emendamenti in merito erano stati ritirati dopo che la relatrice di maggioranza aveva fatto capire che non sarebbero passati, e la riprova si è avuto ieri sera quando la Camera (leggi l’articolo) li ha bocciati in Aula nel corso del dibattito sulla conversione in legge del terzo decreto sul terremoto.
La proposta di legge – di cui gli emendamenti ‘stoppati’ rappresentavano propedeuticamente ed un po’ le ‘pillole d’Ercole’- è emersa dal lavoro di un gruppo interdisciplinare all’interno di Unicam.. “Sia chiaro – dichiara il rettore Flavio Corradini- abbiamo fatto su richiesta questo lavoro. Abbiamo operato da consulenti. Ora spetta alla politica fare la sua parte perché faccia emergere il lavoro, fattore primario e trasversale, perché questo sia il motore mobilissimo della rinascita delle aree del sisma”.
Se l’aspettava la bocciatura in Aula?
“No, assolutamente. Mi aspettavo maggiore attenzione proprio in direzione della ricostruzione del tessuto sociale delle popolazione più di quella delle case, delle murature. La prima è operazione più complessa ma determinante. Tutto ciò dipende dal lavoro che si crea e che crea occasioni di rilancio e sviluppo”.
Zes o zona franca?
“Questo lo decida la politica. Decide anche le aree, se tutte quelle del cratere o solo alcune, piccole e particolarmente svantaggiate. Che senza il volano del lavoro non avrebbero davvero più possibilità di rimettersi a piedi. Rifare case e palazzi è importante ma non così come creare lavoro. Soprattutto quello che deriva dall’iniziativa privata”.
Del gruppo Unicam ha fatto parte l’avvocato Giuseppe De Rosa.
Lei è un po’ il ‘padre’ della proposta Zes…
“Diciamo che più modestamente sono il…nipotino”.
Ed ora?
“Ora nulla, ci troviamo di fronte il nulla fatta eccezione per la volontà del gruppo socialista di portare avanti la proposta di legge nella sua interezza, ma ci vogliono anni, e la ricostruzione accetta tutto, per così dire, meno che le lungaggini legislative: per queste nell’emergenza non c’è proprio tempo”.
Già, dunque tutta fatica sprecata quella del gruppo dei saggi Unicam?
“Così parrebbe: speriamo si possa recuperare almeno qualcosa. Per il momento siamo stati ripetutamente bocciati. E non sembrano esserci esami di riparazioni di fronte a noi. Forse un decreto autonomo? Mah…”
Avete avuto almeno motivazioni riguardo a questa bocciatura?
“Nel merito nessuna. E chi ci può dare motivazioni laddove il sottosegretario interroga semplicemente: favorevole o contrario?”.
Il sottosegretario, chi?
“L’on. Maria Elena Boschi. Dico dunque che non c’è interlocutore al Governo. L’impressione, già trapelata, e che l’Esecutivo ha timore d’interferire con le linee guida dell’Europa che non vede di buon grado aree economiche speciali. Da cattolico nutro poi tanta amarezza in particolare…”
Perché?
“Oggi c’è stata la ‘solita’ parata a Norcia di tutte le autorità europee guidate dal presidente Antonio Tajani, dopo che Juncker ha promesso 50 milioni per ricostruire il convento di San Benedetto…”
Ed allora?
“Ma lo capisce che l’Europa dopo che ha negato le proprie radici cristiane che provengono direttamente dalla ‘ricostruzione’ della civiltà dopo le barbarie, grazie proprio all’opera dei Benedettini, ora s’appresta a celebrarle. C’è qualcosa che non torna…ed anche i due miliardi  da parte dell’Ue che Tajani, dopo Camerino, ha ricordato a Norcia serviranno ben a poco considerati i danni calcolati per ora in circa 24 miliardi”.

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Flavio Corradini, Enrico Buemi e Oreste Pastorelli

Più cauto dell’avv. De Rosa, l’on. Oreste Pastorelli dopo la ‘battaglia perduta’ sugli emendamenti. “Con il terzo decreto legge il governo compie un piccolo passo nella giusta direzione, mettendo in campo un pacchetto di misure volto a semplificare le procedure per la ricostruzione, a ridurre o, in certi casi, a sospendere la pressione fiscale sulle popolazioni interessate, nonché ad adeguare le discipline adottate nei mesi dell’emergenza alle esigenze emerse nel corso della loro applicazione. Sarebbe però stato decisivo, in questo momento, dare un segnale forte anche alle imprese e agli artigiani che operano all’interno del cratere”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto in aula a Montecitorio sul dl terremoto. “Rispetto a questi soggetti – prosegue il parlamentare socialista – continuo a ritenere che la risposta migliore debba essere l’istituzione di una Zona Economica Speciale, all’interno della quale il fisco venga sensibilmente ridotto e rimodulato. Avevamo presentato degli emendamenti in questo senso, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte per imprese e famiglie. Il Governo, però, li ha respinti tutti. Nell’esprimere il nostro apprezzamento al decreto, ci preme quindi sottolineare come il decreto debba essere solo la prima tappa di un lungo percorso che dovrà portare a misure più strutturali e risolutive di quelle messe in campo sino ad oggi. Continueremo a portare avanti in parlamento la nostra proposta di legge sulla zona franca e zona economica speciale per le aree del cratere. Cercheremo anche nel prossimo decreto legge o nel def di inserire i nostri emendamenti inerenti alla Zfu e Zes”.

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Valentina Vezzali

Per Valentina Vezzali, invece ancora stoccate vincenti. La pluricampionessa di scherma di Jesi, testimonial e studentessa di Unicam, ha ottenuto il parere favorevole del governo e dunque dell’Aula sul suo ordine del giorno. Quattro i punti che impegnano ora il Governo: misure fiscali vantaggiose per investimenti nel settore turistico delle zone del ‘cratere’; valutazioni tecniche più celeri sulla staticità degli edifici per favorire l’inizio dei lavori di restauro; nuove ed efficaci iniziative tese ad evitare lo spopolamento delle facoltà universitarie che grazie alla presenza degli studenti fuori sede consentono alle aree colpite dal sisma di sopravvivere economicamente ed infine (ultimo punto) per garantire il regolare inizio dell’anno scolastico prossimo venturo.
“Se dovesse permanere –dice Valentina Vezzali- questa fase di incertezza sarà inevitabile la definitiva lacerazione sociale ed economica di queste aree. Ritengo inoltre interessante la proposta di legge elaborata da Unicam, mi pare ineludibile se si vuole dare speranza di effettiva rinascita a queste aree interne svantaggiate che il terremoto ha indebolito ancora più pesantemente”.



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