Un sassolino dopo l’altro,
40mila euro per Pioraco
SISMA - Tante le iniziative dei comuni della Valcamonica che hanno permesso loro di raccogliere la somma che oggi è stata donata al sindaco Luisella Tamagnini con un assegno. Portati anche i sassi colorati realizzati dai bambini. Nel paese della carta lesionato oltre il 40 per cento del patrimonio edilizio. Portate via le macerie della cartiera e presentato il progetto di ripristino, servirà qualche mese per il recupero

di Monia Orazi
I sassi colorati dei bambini della Valcamonica sono arrivati questa mattina a Pioraco insieme ai 40mila euro raccolti in tante iniziative, nei piccoli paesi dell’antica vallata lombarda, per diventare testimonianza di aiuto concreto. Una delegazione di undici amministratori della Valcamonica, guidata dal sindaco di Malegno, Paolo Erba, e dal presidente dell’Unione dei comuni Cristian Farisè, è giunta stamane a Pioraco, accolta dal sindaco Luisella Tamagnini, dal vicesindaco Matteo Cicconi e da altri assessori e consiglieri del paese della carta, insieme al presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo.

Il sindaco Luisella Tamagnini con l’assegno
Un assegno simbolico è stato consegnato nelle mani degli amministratori piorachesi, il frutto di un lungo impegno che ha mobilitato la popolazione con tante iniziative, spettacoli, flash mob, cene e la vendita dei sassi decorati dai bambini a scuola. Già a febbraio (leggi l’articolo) una delegazione di Pioraco era stata in visita in Valcamonica. Per scelta dell’amministrazione comunale di Pioraco serviranno per acquistare un mezzo di cui il Comune ha estremo bisogno, per riparare i pilastri del ponte pedonale in legno che collega la zona degli impianti sportivi alla provinciale e riqualificare le aree giochi per bambini e gli impianti sportivi. “Abbiamo voluto dare una destinazione sociale – ha detto il sindaco Luisella Tamagnini – ricorderemo anche con delle targhe la grande donazione degli amici della Valcamonica , una vallata fatta di piccole comunità per le quali la raccolta di una simile cifra è un segnale ancora più significativo”. A partecipare alla gara di solidarietà nei confronti di Pioraco sono stati gli undici comuni dell’Unione dei comuni, l’Unione degli antichi borghi della valle lombarda, compresa tra le province di Bergamo e Brescia, le associazioni, i ristoratori della valle, la multiutility, le scuole. All’incontro era presente il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo, che ha favorito il concretizzarsi dell’iniziativa, mettendo in contatto i rappresentanti delle due comunità. “Ennesima dimostrazione di solidarietà dei comuni della Valcamonica – ha affermato Mastrovincenzo – da sempre impegnati in progetti legati al sociale, all’integrazione e all’assistenza”. “La cifra raccolta – ha aggiunto – servirà alla realizzazione di progetti di ricostruzione e di utilità sociale, in un comune del cratere di cui si parla poco, ma che ha avuto oltre il 40% degli edifici resi inagibili a causa del sisma”. Suggerita da Daniele Salvi, della Regione Marche, la possibilità di pensare ad un gemellaggio tra le due realtà, affini da un punto di vista naturalistico e turistico. “Ringraziamo gli amici della Valcamonica – ha aggiunto il vicesindaco Matteo Cicconi – che hanno voluto esserci vicini con questo gesto, al quale abbiamo subito voluto dare una destinazione concreta, per mostrare subito i frutti della loro grande solidarietà”. La delegazione ha visitato la zona rossa in centro storico, la casa di riposo devastata dal terremoto, alcuni edifici lesionati ed ha ammirato le bellezze naturalistiche, i musei della carta e della filigrana, quello dei fossili, visionando il ponte lesionato dal terremoto. La promessa è stata quella di rivedersi per dare vita ad un gemellaggio. A Pioraco il palazzo comunale è parzialmente inagibile, il sindaco ha trasferito il suo ufficio al piano terra dell’antico palazzo comunale, circa il 40 per cento del patrimonio edilizio è gravemente danneggiato, quasi metà della popolazione sfollata. Buone notizie vengono dalla cartiera, grazie ad un’ordinanza di urgenza del Comune, sono state portate via le macerie, i vertici del gruppo Fedrigoni hanno presentato il progetto di ripristino dello stabilimento, a cui il terremoto ha fatto crollare il tetto, mettendo sotto la macchina più grande dello stabilimento. Degli oltre centoventi dipendenti, una parte lavorano Castelraimondo, l’altra a Fabriano. Ci potrebbero volere ancora diversi mesi, prima di veder riprendere la produzione, ma si respira aria di quieto ottimismo.













