Leopardi motore per le Marche:
il poeta al centro del rilancio
RECANATI - Una serie di iniziative sono state presentate oggi in vista delle celebrazioni per gli 80 anni del Centro studi leopardiani, di cui Unimc diventerà socio. Il Colle dell'infinito sarà sotto la tutela del Fai e i giardini all'interno diventeranno un museo. Nel 2019 torneranno, in forma digitali, i manoscritti custoditi alla Biblioteca nazionale di Napoli

Da sinistra: il conte Vanni Leopardi, l’assessore alla Cultura Moreno Pieroni, il presidente del Centro nazionale studi leopardiani Fabio Corvatta e l’assessore alle Culture di Recanati Rita Soccio
di Emanuela Addario
Leopardi nel mondo, con la messa sotto tutela del Fai del Colle dell’infinito ed un intervento straordinario all’interno dei giardini che diventeranno museo. Il rilancio del territorio marchigiano colpito dal sisma, tramite il poeta nativo di Recanati è lo slogan della conferenza stampa che si è svolta stamattina nei locali regionali di Palazzo Raffaello, ad Ancona, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni accompagnato dal conte Vanni Leopardi, dal presidente del Centro nazionale studi leopardiani Fabio Corvatta e dell’assessore alla Cultura e pubblica istruzione del comune di Recanati, Rita Soccio. Un omaggio ai festeggiamenti per gli 80 anni del Centro nazionale studi leopardiani che ha messo in cantiere una miriade di iniziative accompagnate dall’impegno in prima persona di tutta la famiglia Leopardi. “A giugno apriremo ufficialmente le ex scuderie che abbiamo fatto ristrutturare e diventare il salotto buono, aperto a tutti – ha spiegato il conte Vanni Leopardi – Sono stati ristrutturati anche tre appartamentini da dare in uso per brevi periodi a borsisti. La cosa di cui mi sto rendendo conto è che i ragazzi amano Leopardi. Viene visto come un personaggio attuale al quale dare del tu. Poter celebrare nel 2019 l’Infinito è un’occasione fondamentale. E’ un forte segnale che le Marche sono un territorio stupendo”. Organizzato, grazie anche al contributo di 70mila euro elargito dal ministero per la Pubblica istruzione, un concorso per i ragazzi del liceo al quale hanno partecipato 14 regioni e che vedrà 18 vincitori. Ad avvicinarsi al Centro Studi anche l’università di Macerata che dai prossimi mesi ne diventerà socio. Nel 2019 a Recanati torneranno, in forma digitale, i manoscritti leopardiani attualmente custoditi nella Conservatoria della Biblioteca Nazionale di Napoli. “Questo è un patrimonio d’eccellenza che le Marche si ritrovano – ha detto l’assessore regionale Moreno Pieroni –. E’ quel quid in più che valorizza la nostra promozione turistica”. In prima linea il presidente del centro Fabio Corvatta che pone grande rilievo alla presenza “ il 4 giugno di 50 poeti provenienti da tutto il mondo che verranno a rendere omaggio a Leopardi con un concorso”. Rete e sinergia, invece, è il punto di forza per l’assessore comunale Rita Soccio”. Dire Recanati significa dire Leopardi. E’ un binomio inscindibile rispetto al quale bisogna fare rete per cercare di rilanciare la nostra regione che ne ha veramente bisogno”. All’incontro era presente Olimpia Leopardi, vice presidente del Centro Studi Leopardiani.

Bel motore, il problema dev’essere l’aerodinamica.
Leopardi avrebbe sofferto le pene dell’inferno se avesse dovuto assistere a un evento organizzato dal centro studi leopardiani, ma, grazie a Dio, questo supplizio gli è stato risparmiato.