Ricordando il 10° anniversario
della morte di Alberto Pacioni
ANNUNCI
Dieci anni fa moriva a soli 49 anni il civitanovese Alberto Pacioni. Nel decennale del triste anniversario i familiari hanno voluto ricordare l’uomo, il papà e il marito che Pacioni fu con una lettera che lo descrive e dipinge come un uomo amorevole e paziente, tenero e speciale. In tanti oggi si raccolgono nell’anniversario al fianco della moglie, conosciutissima in città, Ena Giuggioloni e dei figli.
«Ogni anno, il 15 marzo ha un sapore un po’ amaro perché è l’anniversario della tua scomparsa. Ma oggi, che è il decimo anno che ci hai lasciato, la malinconia è particolarmente tangibile. Caro Alberto, te ne sei andato a soli 49 anni lasciando i tuoi tre bambini ed una moglie che ti amavano enormemente. Chi ha avuto l’immensa fortuna di conoscerti, non ha potuto fare a meno di legarsi a te e stimarti, rimanendo colpito dalla tua naturale dolcezza e bontà d’animo. Queste qualità, insieme a tante altre che possedevi, ti hanno permesso di stringere legami con tante persone, attratte dal tuo essere un uomo speciale e, per chi ti era vicino, “purtroppo” indimenticabile. Sei stato un padre tenero, paziente ed un marito amorevole e nel corso di questi dieci lunghi anni il dolore per la tua assenza non è mai scomparso. Quando parliamo di te gli occhi diventano ancora lucidi e la voce si fa incerta. Quando arrivano le Feste e ci ritroviamo intorno al tavolo, il pensiero “Se Alberto fosse qui” pervade tutti noi. Sono passati dieci anni ma guardandoci indietro sembrano così vicini i pianti, le telefonate di conforto, il funerale. Ma, come cantava in una celebre canzone Vasco Rossi: “La vita continua anche senza di noi, che siamo lontani ormai da tutte quelle situazioni che ci univano”. E tu, forse, avresti voluto proprio questo: che le nostre vite proseguissero, accompagnate dal tuo ricordo ma non ancorate al dolore per quel maledetto giorno. I tuoi tre figli, al tempo poco più che bambini, sono ormai adolescenti ed hanno già superato molte sfide, proprie della loro età, ma altrettante ne avranno da affrontare, sostenuti da nonni, zii, cugini e cari amici di famiglia. Il loro apporto, aggiunto alla presenza costante e forte della madre Ena Giuggioloni, li ha aiutati a crescere, ricevendo affetto da ogni direzione, così da sopperire il più possibile all’amore incondizionato che certamente avresti dato loro. Se fossi qui Alberto saresti orgoglioso di loro, di Ena e di noi. Ci manchi, oggi come ieri, ma ci sforziamo di ricordarti per la bella persona che eri e per la bontà con cui hai sempre trattato ognuno di noi. Un abbraccio forte, sperando che in qualche modo lassù ti arrivi».
