Sanità, ripristinate le relazioni sindacali
Il Consiglio regionale ha approvato la legge 104 sul ruolo delle rappresentanze elette nelle singole Aree vaste. Il presidente della Commissione Fabrizio Volpini: "Si superano delle situazioni di iniquità esistenti"
Sanità, il Consiglio regionale approva la legge 104 in materia di relazioni sindacali. Il provvedimento proposto dal presidente della commissione Sanità Fabrizio Volpini ripristina nel servizio sanitario regionale il sistema delle relazioni sindacali come previsto dall’intesa siglata nel gennaio 2016 dai presidenti di Giunta, Consiglio e Commissione e dalle confederazioni Cgil, Cisl e Uil. “Con l’approvazione della proposta di legge si ripristina il sistema delle relazioni sindacali ed il ruolo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) elette dagli operatori della sanità in ogni Area Vasta – scrivono i sindacati – Si conferma il nesso inscindibile fra organizzazione del lavoro e la contrattazione decentrata in ogni Area Vasta. Viene definitivamente respinto il tentativo di accentrare la contrattazione in capo alla direzione generale Asur e viene responsabilizzata la Giunta regionale che dovrà emanare linee di indirizzo, previo confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di determinare pari trattamento fra tutti i lavoratori presenti nel sistema sanitario regionale”.

Il presidente della Commissione Sanità Fabrizio Volpini
«La legge licenziata dall’aula oggi – commenta Volpini – dovrebbe portare al superamento delle situazioni di iniquità presenti nel sistema, per le quali, ad esempio, a parità di qualifica del personale, tra un’Area vasta ed un’altra, potevano sussistere retribuzioni diverse. Disparità che non sono giustificabili. Per questo, la legge armonizza il sistema, ridelineando anche rapporti e funzioni tra il livello centrale dell’Asur e quelli decentrati delle Aree vaste, e tra questi ed i lavoratori. All’Asur viene così attribuito un potere di indirizzo generale sul personale, mentre resta in capo alle Aree vaste, più vicine ai territori, l’organizzazione dei servizi e dei lavoratori anche attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali di base. In questo modo diamo pari dignità a tutti i lavoratori della Sanità delle Marche anche a tutela dei cittadini».
