Identità “clonata”
Due fratelli accusati d’un abile raggiro
MORROVALLE - Grazie ad una falsa denuncia sarebbero riusciti a farsi rilasciare una carta d'identità intestata ad un 27enne di Corridonia, ignaro di cosa stava accadendo. Poi avrebbero aperto un conto corrente, attivato una scheda telefonica e ottenuto un finanziamento per l'acquisto di un computer
di Gianluca Ginella
Ottengono un finanziamento dopo essersi fatti rilasciare una carta d’identità autentica ma intestata ad un’altra persona: ora due fratelli sono sotto accusa per truffa, falso, sostituzione di persona. L’accusa nei confronti dei due fratelli parla di un piano ben orchestrato che alla fine li ha condotti ad ottenere un finanziamento per comprare un computer Mac. I fatti risalgono a qualche anno fa. E’ l’inizio del 2012 ed è in quel periodo che i fratelli M. e A. F., 31 anni il primo e 27 il secondo, entrambi nati a Loreto e residenti a Morrovalle, realizzano, dice l’accusa (pm Raffaela Zuccarini), una falsa denuncia di smarrimento di una carta d’identità redatta dai carabinieri. La carta d’identità non è di nessuno dei due ma di un 27enne di Corridonia che nemmeno conoscevano. Con la denuncia in mano vanno all’ufficio anagrafe di Corridonia e riescono ad ottenere una carta d’identità intestata al 27enne. Solo che sul documento mettono la foto di uno di loro. Non è finita lì. Con quel documento attivano un’utenza cellulare, aprono un conto corrente in una banca e ottengono una carta paypal. Fatto tutto questo, sempre con il documento intestato al 27enne di Corridonia, riescono ad aprire un finanziamento per 1.386 euro per l’acquisto di un computer. In seguito il 27enne si vede arrivare una lettera dalla finanziaria che gli chiede il pagamento delle rate del computer. Il giovane a quel punto si informa, chiede spiegazioni e viene fuori che ha fatto un finanziamento. Scoperta la cosa, va a fare denuncia in questura. Ora per quei fatti i due fratelli sono imputati al tribunale di Macerata davanti al giudice Chiara Minerva. Questa mattina è stato sentito il 27enne, che ha detto di non avere mai visto i due fratelli. Il giovane è parte civile al processo, assistito dall’avvocato Renato Coltorti. I due imputati sono assistiti dall’avvocato Antonio Renis.
