Fanno 1.200 chilometri
per donare una roulotte
a famiglia terremotata

VALFORNACE - Giovani lombardi sono partiti nel cuore della notte per consegnare il loro dono a Gianfranco Santoni e i suoi. Ogni giorno fanno la spola da Porto Sant'Elpidio per accudire i loro animali

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di Monia Orazi

Una roulotte per tornare a casa, arrivata da quasi 600 chilometri di distanza, ha riportato il sorriso sui volti della famiglia di Gianfranco Santoni, la casa distrutta dal terremoto a Nemi di Fiordimonte, nel Comune di Valfornace. Ogni giorno la spola verso casa dal camping Le Mimose di Porto Sant’Elpidio, per accudire i pochi animali rimasti, fonte di sostentamento per la famiglia e per permettere alla moglie di andare al lavoro vicino Camerino, mentre la figlia lo ha perso a causa del terremoto. Sono partiti nel cuore della notte dalla provincia di Milano, perchè con un roulotte al seguito non si può andare veloci, passando tutta la loro domenica sulla strada tre giovani lombardi: Chiara Manzoni, Pierpaolo Robecchi e Ivano Caravenna, senza lasciarsi spaventare dal lungo viaggio e dai mille e duecento chilometri da percorrere, hanno portato a destinazione il caravan donato dal signor Claudio Magri di Cassano D’Adda. Arrivati a metà giornata a San Severino, sono stati accolti dalle mamme dell’associazione del comitato per le scuole sicure “108 una scuola per la vita”, poi sono stati accompagnati da due di loro, Chiara Paciaroni e Valeria Colafrancesco, verso l’interno, lungo le stradine che portano a Fiordimonte. L’associazione settempedana ha fatto da tramite, come in altre occasioni, tra chi ha bisogno e chi invece vuole dare una mano, tante piccole gocce di solidarietà, nel mare della devastazione che il sisma ha lasciato dietro di sé, nelle zone dell’entroterra. Intorno alle quindici l’incontro, davanti alle macerie della vecchia casa, con la nuova roulotte per ripartire. Tante strette di mano, sorrisi, saluti, un grande grazie, un pò di serenità e la soddisfazione di aver contribuito a fare un gesto che per una famiglia rappresenta un piccolo segnale di normalità, la giornata di ieri per queste persone sarà difficile da dimenticare.

 

 

 


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