Sciopero della marineria,
“Attività a rischio
per le multe”
CIVITANOVA - Giuseppe Micucci di Federcoopesca difende la categoria che da martedì ha incrociato le braccia per protestare contro la normativa che introduce nuovi illeciti e multe fino a 150mila euro
Pescatori fermi in porto per protestare contro l’inasprimento delle sanzioni introdotte dalla legge 154 del 2016. Da martedì la marineria delle Marche ha tirato in barca le reti e dopo la protesta romana chiede di essere ascoltata. La categoria incassa anche la solidarietà e il sostegno della Federcoopesca per una legge definita “sproporzionata” e che infliggerebbe multe salatissime anche per illeciti prima non considerati tali. Uno dei passaggi più contestati è per esempio l’introduzione di un’infrazione grave con multe fino a 150mila euro per esempio per la non corretta redazione del giornale di bordo. «In nessun altro settore produttivo una verbalizzazione può portare alla chiusura dell’attività lavorativa – spiega Giuseppe Micucci di Federcoopersca – in un momento di profonda crisi economica come quella che sta attraversando il paese, in generale, e la pesca in particolare, non si può accettare che per una violazione lieve si arrivi a elevatissime sanzioni, punti alla patente ed alla licenza e si possano anche perdere i contributi pubblici previsti dal fondo europeo della pesca. Purtroppo tale legislazione penalizzante, che contraddice il principio di diritto della proporzionalità tra condotta punita e sanzione applicata è solo uno dei problemi che attanaglia il settore pesca, ad esso, infatti, va ad aggiungersi l’eccessiva burocratizzazione in tema di tracciabilità e ad una serie di ritardi come il mancato pagamento della cassa integrazione in deroga dell’anno 2015 ai soci delle società proprietarie ed armatrici di unità navali regolarmente imbarcati».
La protesta dei pescatori a Roma: “Sanzioni smisurate, una stangata”

Se non vi fate rispettare voi, non c’è più rimedio per tutti gli altri.