Sacci, Zura scrive ai sindaci
e attacca la Provincia “unica assente”

LA LETTERA - Il consigliere regionale leghista riporta gli esiti della conferenza dei servizi della scorsa settimana e lancia l'allarme: "Caltagirone prende tempo e tarda il piano industriale, Pettinari si disinteressa della questione"

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Il consigliere regionale della Lega Nord Luigi Zura Puntaroni

Riceviamo da Luigi Zura Puntaroni, capo gruppo Lega Nord in Consiglio regionale, la lettera aperta scritta ai sindaci sul tema della riattivazione o meno del cementificio ex Sacci di Castelraimondo, oggetto di una Conferenza dei servizi lo scorso 26 gennaio:

Volevo informarla di quanto accaduto la mattina di giovedì 26 gennaio in Regione, in occasione della Conferenza dei servizi convocata sulla questione della riattivazione o meno del cementificio ex Sacci di Castelraimondo – ora acquisito dalla Cementir di Caltagirone – e su quanto è emerso dal confronto tra le diverse parti in causa. Presenti tutti gli attori di questa storia: i rappresentanti locali della Cementir, gli uffici competenti della Regione, i sindaci dei Comuni immediatamente interessati, l’Asur, l’Arpam, le associazioni ambientaliste, alcuni consiglieri regionali come il sottoscritto (il tema è di competenza della III° Commissione ambiente e lavori pubblici, ovvero la mia commissione).

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Antonio Pettinari

Unico assente la Provincia del presidente Antonio Pettinari che anche in questa occasione, come nelle fasi precedenti (Conferenza di servizi del 28 dicembre 2012 per l’autorizzazione a bruciare 100 mila tonnellate di rifiuti nel cementifico, successivamente annullata dal Tar nell’estate 2014) ha dimostrato tutto il suo disinteresse e la consueta vigliaccheria politica nel non difendere le istanze del suo territorio e delle popolazioni dell’Alto Maceratese già provati da tante altre disgrazie. Ma non si è preoccupato neanche di inviare nessuno a rappresentare la Provincia di Macerata, tanto meno si è curato di recapitare almeno una memoria scritta per far capire il suo pensiero sulla questione “cementifico” e sulle imminenti concessioni che la Provincia dovrà concedere o revocare.

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Francesco Caltagirone jr, presidente di Cementir

Quella mattina la discussione si è protratta per quasi tre ore dove: ognuno dei presenti ha espresso il suo pensiero e gli uffici tecnici hanno sollevato obiezioni nei confronti della Cementir per la mancanza di un preciso programma in quanto il gruppo Caltagirone  entro il prossimo 7 aprile (scadenza fissata dalle direttive europee), avrebbe dovuto poter portare a compimento un piano industriale per una rigorosa messa a norma dell’impianto, oppure proporre un piano di dismissione con l’eventuale bonifica dell’intera area. Entrambe le soluzioni costose. Ma dalla nuova proprietà solo frasi di rito: faremo, ci penseremo, vogliamo altro tempo, ecc.. Insomma una penosa commedia, a tratti condita con l’arroganza di chi si sente forte di fronte alle pungenti e puntuali osservazioni fatte dagli uffici della Regione, di tutte le mancanze, negligenze e non risposte di questo ultimo decennio.

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Gianni Corvatta


In quella sede è emerso anche il fallimento dell’inconsistente iniziativa dei sindaci di allora, Marinelli, Martini, Riccioni e del presidente Pettinari, avallata dalla dirigenza Arpam di Corvatta, quando decisero di buttare circa 60 mila euro per l’installazione di inefficaci centraline, posizionate malamente in zone non funzionali e soprattutto, udite, udite, a cementificio oramai fermo!
Per scoprire poi ai giorni nostri da una contro analisi fatta per conto di alcuni cittadini – finanziata dagli stessi – e realizzata da un primario istituto di ricerca (Consulenze Ambientali spa di Bergamo) che l’indagine Arpam è inutilizzabile, mancante di molte informazioni e di fatto inutile per qualsiasi valutazione volta a determinare l’inquinamento prodotto dal cementificio sul nostro territorio. Non ci siamo fatti mancare nulla: idee demenziali finanziate con i soldi della collettività, avallate dall’Arpam. Lo specchio fedele di quello che sanno offrire le istituzioni locali nei loro momenti peggiori. Il doppio gioco di Pettinari, l’inconsistenza dell’Arpam, i sindaci spesso incompetenti su materie molto complesse quali quelle ambientali e quattro furbetti del quartiere che giocano con questi polli da spennare! Tutto questo lascia l’amaro in bocca. Insomma un quadro perfetto di una partita che, se vista alla sua conclusione, magari quando fra qualche decennio quel sito – nel frattempo divenuto inceneritore – verrà abbandonato e la politica non sarà riuscita a farsi garantire un corretto ripristino dell’area, sarà tutta a perdere per i suoi abitanti.

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Il cementificio Sacci

 


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