Pettinari dalla parte dei lavoratori:
“La decisione della Cementir Sacci
atto gravissimo”
MACERATA - Il presidente della Provincia ha incontrato le rappresentanze sindacali della ditta che procederà ai licenziamenti dei 71 dipendenti a partire dal 1 ottobre: "Sosterremo in sede politica e istituzionale ogni azione che riterremo idonea a tutelare l'occupazione"

La riunione di questa sera in Provincia

La manifestazione sotto la Prefettura di Macerata
«La decisione della Cementir Sacci è un atto gravissimo contro il territorio e l’intera comunità». Così il presidente della Provincia Antonio Pettinari prende posizione dopo l’incontro con le delegazioni sindacali della ditta di Castelraimondo di proprietà del gruppo Caltagirone che, dopo il mancato accordo tra le parti in Regione il 26 settembre, procederà dal 1 ottobre con il licenziamento di tutti i 71 dipendenti. Una decisione che arriva «in un momento particolarmente critico – dice Pettinari in una nota – a causa del perdurare della congiuntura economica e del recente sisma». Per questo l’amministrazione provinciale «intende sostenere in sede politica e istituzionale ogni azione che riterrà idonea a tutelare l’occupazione, la professionalità e le risorse del territorio utilizzate per tale attività cementizia e auspica la ripresa immediata delle trattative per raggiungere le intese necessarie al mantenimento dell’occupazione», e «esprime solidarietà e vicinanza ai lavoratori interessati e alle loro famiglie». L’incontro ha riunito al tavolo Pettinari e le delegazioni di Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal, Uil, Rsu Cementificio Sacci. Ieri mattina i lavoratori della Sacci hanno sfilato fin sotto la Prefettura di Macerata, dove una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Roberta Preziotti (leggi l’articolo).
Sul livello istituzionale più alto c’è poco da sperare. Morgoni è non pervenuto, troppo impegnato a immaginare soluzioni avveniristiche per la rimodellazione del territorio e l’ospitalità dei migranti. La Manzi, invece, si è data da fare e ha detto che va bene se i Caltagirone chiudono, basta che lascino pulito.
Commuovono le facce di bronzo della politica che si commuovono dinnanzi ai lavoratori che il grande Capitale economico e produttivo manderà sul lastrico, dopo che M5S ha detto NO alle Olimpiadi a Roma, per le quali il Gruppo Caltagirone (non è quello che ha costruito mezza Roma?) avrebbe utilizzato il prodotto della SACCI. E’ così?
Spicciatevi a sistemare il futuro dei 71 lavoratori licenziati, altrimenti potrebbe capitare quanto segue con quelli che dovessero diventare disoccupati cronici:
1) – diventare depressi apatici;
2) – suicidarsi;
3) – prendere i forconi e andare alla ricerca dei responsabili politici che hanno ridotto l’Italia in questo stato.