Beni culturali e sisma,
Carancini: “Ok dal ministero
le opere rimarranno sul territorio”

MACERATA - Il sindaco ottimista dopo l'incontro all'Erap tra Anci e la segretaria generale del ministero Antonia Pasqua Recchia, il commissario Vasco Errani e il capo della protezione civile Fabrizio Curcio: "Condiviso il manifesto della Marca Maceratese. Ora indichiamo i luoghi da allestire per il deposito e il restauro". Tra le papabili oltre al capoluogo anche Camerino, Matelica e Treia

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di Claudio Ricci

Sisma e beni culturali: le opere resteranno sul territorio ed è qui che verranno restaurate. La svolta è arrivata dalla riunione di oggi pomeriggio all’Erap di Macerata. A confronto i sindaci del cratere con il segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, il governatore Luca Ceriscioli e i vertici dell’Anci. Proprio Errani ha tracciato un cronoprogramma per gli interventi da attuare. Da qui a 10 giorni i comuni dovranno prospettare la disponibilità per l’allestimento dei depositi e dei laboratori e poi toccherà al Ministero e all’ufficio per la ricostruzione fare le dovute valutazioni. Tra le candidature quasi certe ci saranno Macerata, Matelica, Camerino e Treia. E’ passata totalmente la linea del manifesto della marca maceratese condiviso e fatto proprio da Anci – racconta il sindaco di Macerata, Romano Carancini primo firmatario del documento con cui si scongiurava la diaspora dei beni culturali – E’ stato un incontro molto importante che ha sortito prima di tutto un metodo di lavoro e una serie di impegni che cambiano l’ impostazione fin qui costituita dal ministero nella vicenda dei beni culturali”.

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Il sindaco di Macerata e presidente della Commissione Cultura dell’Anci Romano Carancini

La resistenza culturale dei sindaci ottiene dunque il riconoscimento da Roma: “A partire – continua Carancini – dal principio che le opere devono restare sul territorio e l’individuazione di 3-4 luoghi per localizzare depositi e spazi dove effettuare il restauro per far sì che i beni culturali restino sui territori. Affiancare a questo un’operazione di marketing da studiare con la regione per la promozione del circuito di recupero e restauro. Rappresenta una ripartenza nel’iter fino ad oggi affrontato”. Macerata mantiene la sua candidatura come possibile polo di conservazione e restauro. “Stiamo valutando la disponibilità di alcuni spazi all’interno del mattatoio incrociando questa intenzione con le direttive date per il progetto start-up. Abbiamo valorizzato anche le istituzioni come Accademia e Università. Va dato atto alla segretaria Pasqua Recchia di aver raccolto totalmente l’impostazione dei sindaci. Un ruolo importante è stato svolto anche da Errani che ha dettato gli step che da qui a una settimana inizieranno a concretizzarsi”.


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