Otto persone a nuova vita
grazie agli organi donati a Camerino
Due famiglie di pazienti deceduti hanno dato il consenso al prelievo
Dall’ultimo respiro ed il dolore di due famiglie, la donazione degli organi natalizia ha riportato il sorriso in altre persone piegate dalle difficoltà della malattia. Otto persone stanno tornando a nuova vita grazie allo splendido regalo che hanno ricevuto da due pazienti morti all’ospedale di Camerino, in rianimazione, i cui familiari hanno deciso di donare gli organi. Nei giorni scorsi i parenti stretti dei due uomini, hanno dato l’assenso al prelievo degli organi dimostrando grande umanità e sensibilità. Grazie alla loro scelta, coloro che hanno ricevuto gli organi torneranno ad una vita normale. Sono stati prelevati 1 fegato (inviato a Padova), due reni (inviati a Milano); un secondo fegato (inviato ad Ancona per ulteriori accertamenti); un terzo rene, inviato a Milano ed un quarto a Padova; sono state prelevate 4 cornee inviate alla banca regionale. Il decesso è stato certificato con sicurezza da un apposito collegio medico convocato dalla direzione sanitaria dell’ospedale, che ha stabilito la morte cerebrale dei due pazienti, il primo affetto da un ictus con emorragia cerebrale devastante, il secondo da insufficiente ossigenazione del cervello, a causa di un arresto cardiaco avvenuto prima di essere ricoverato.
Il doppio espianto ha visto coinvolta l’equipe diretta dal dottor Marco Chiarello, il coordinatore per il prelievo di organi dottoressa Tiziana Ciccola, in collaborazione con il direttore sanitario Giovanna Faccenda ed i suoi collaboratori. Il processo di prelievo di organi è complesso e vede il collegamento contemporaneo con il centro regionale per i trapianti nella persona della dottoressa Francesca De Pace, il Nord italian trasplant di Milano, la collaborazione con le equipe mediche di Padova, Milano ed Ancona, che hanno raggiunto Camerino per il prelievo di organi. Molti sono stati i professionisti coinvolti: infermieri del reparto di rianimazione – utic/cardiologia e del blocco operatorio di Camerino, dirigenti e tecnici di laboratorio e di microbiologia, medici dell’unità operativa di anestesia e rianimazione, tecnici di neurofisiopatologia e neurologi locali e di Macerata, della cardiologia/utic, della chirurgia, della radiologia, la direzione sanitaria, il reparto di anatomia patologica di Macerata, le Ferrovie dello Stato (utilissime per il trasporto a Milano delle provette dei donatori) e, non ultimo, gli autisti dell’area vasta 3. “E’ questo un risultato particolarmente importante che identifica una risposta sanitaria di eccellenza che va oltre la normale attività, significativa per la trasformazione di una tragedia familiare in un atto di donazione che fa rinascere la speranza di vita – afferma in una nota la direzione sanitaria ospedaliera di Camerino – in un momento gravato dai problemi determinati dal sisma del 26 e del 30 ottobre, l’ospedale di Camerino ha confermato la propria funzione per la gestione di casi critici effettuando i due prelievi multiorgano sui pazienti deceduti”.

Ringrazio innanzitutto la stampa che finalmente ha nominato la nostra figura professionale del TECNICO DI NEUROFISIOPATOLOGIA in un articolo in cui si parla del nobile gesto della donazione di organi dopo aver accertato lo stato di morte cerebrale in una persona. Ringrazio la nostra Direzione di AV3 (Dott. Alessandro Maccioni) e a discesa tutti quelli che ne hanno contribuito, in quanto si é adoperata per far in modo che fosse attivata una reperibilità dei tecnici in tutta l’Area Vasta per questi casi. Ringrazio tutti i membri della commissione e chi ha poi gestito l’espianto d’organi ed infine ringrazio la mia collega, tecnico di neurofisiopatologia, che indipendentemente da tutto ha eseguito il suo servizio anche oltre orario in modo perfetto! ☺
Sapere che qualcuno può continuare a vivere grazie al suo gesto scelto molti anni fa, sicuramente aiuta in un momento così doloroso. Mio suocero è stato generoso fino alla fine…. un grazie ai dottori che fanno capire quanto sono importanti i nostri ospedali.