Treia, Di-sfida della ricostruzione
“A Pasqua risorgerà anche l’arte”

IL TOUR - Parte dalla città del pallone al bracciale la riapertura di musei temporanei nei Comuni colpiti dal sisma per rilanciare turismo e beni culturali. Il progetto è stato presentato dopo una mattinata di sopralluoghi per visionare i danni al patrimonio artistico

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I danni nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Treia

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Da sinistra Angelo Sciapichetti e Franco Capponi durante il sopralluogo nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Treia

 

di Federica Nardi

I bassorilievi, pezzi unici della fornace Bartoloni, che rischiano di sparire sotto il peso della cupola del Santissimo Crocifisso di Treia. Dove i sette frati (tra cui un invalido) dormono in una rimessa in attesa dei moduli dalla Lombardia e la facciata si è quasi staccata dal resto della chiesa. E poi, a pochi minuti di auto, villa Spada quasi completamente inagibile che dall’esterno lascia solo intuire la devastazione strutturale inflitta dal terremoto. Ma Treia, la città della Disfida del bracciale, uno dei borghi più belli d’Italia (come da insegna che accoglie il turista in città), resiste e si fa forza.  E’ la “Di-sfida della ricostruzione” quella presentata oggi dal sindaco Franco Capponi assieme alla deputata Irene Manzi, all’assessore regionale Angelo Sciapichetti e a Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche.  «A Pasqua risorge anche l’arte», è la promessa-slogan di Fabio Renzi, presidente della fondazione Symbola, dopo una mattinata di sopralluoghi nei dintorni di Treia per vedere dove il terremoto ha colpito più duramente il patrimonio artistico. E anche il seminario estivo della fondazione sarà dedicato ai temi della ricostruzione.

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La cupola del Santissimo Crocifisso

 

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Villa Spada è inagibile dopo il sisma

«In tutti i Comuni delle Marche – ha detto Renzi – l’obiettivo è riaprire. In ogni territorio si individuano dei depositi per la messa in sicurezza dei beni, per farli restare dove appartengono. Se poi ci sono opere che hanno bisogno di interventi particolari le mandiamo a Firenze all’opificio delle pietre dure». A Treia sono già stati individuati due depositi e cinque spazi adatti per ospitare mostre. Se i Comuni vanno spediti (c’è il documento per non far emigrare il patrimonio artistico, ci sono le messe in sicurezza e l’interrogazione consegnata dalla deputata Irene Manzi al ministero), la Soprintendenza invece langue. «A oggi – dice il sindaco di Treia Franco Capponi – non c’è ancora nessuna classificazione dei beni danneggiati dal sisma, il Mibact ha svolto appena il 10 percento dei sopralluoghi. Quando faranno un piano degli interventi per i beni culturali?».

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Danni a Villa Spada

Un problema non diverso rispetto a quello della ricostruzione delle case nei borghi dove abitazioni e arte sono abituate a condividere spazi e vincoli da secoli. Certo, quello di pensare di allontanare i beni artistici dalle zone del cratere è stato «un errore – dice l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti – che è stato corretto». E poi «diciamo la verità – prosegue Sciapichetti – se non fosse stato per i volontari di Legambiente e per una parte della Protezione civile le opere d’arte sarebbero ancora sotto le macerie. La ricostruzione ha tre priorità: le persone, gli edifici e l’economia del territorio. Che passa necessariamente per il recupero delle opere d’arte, la nostra fabbrica diffusa della cultura». A salvarla dalle macerie dei terremoti di agosto e ottobre 300 volontari per 2mila ore di lavoro che hanno messo in sicurezza 1.500 opere d’arte. I numeri li dà Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche: «ereditiamo l’esperienza di messa in sicurezza dei beni culturali dal terremoto del ’97 – dice Pulcini – anche la nostra proposta è di mantenere nei territori i beni culturali per dare più opportunità a chi con fatica sta comunque mantenendo un presidio nei Comuni danneggiati dal sisma».

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Da sinistra Fabio Renzi, Irene Manzi, Franco Capponi, Angelo Sciapichetti e Francesca Pulcini

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Il distacco della facciata

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La cupola del Santissimo Crocifisso

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Il crocifisso messo al sicuro in un’ala agibile del complesso del Santissimo Crocifisso

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Il dormitorio temporaneo dei frati

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La tenda che ospita le messe

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Il sopralluogo a Villa Spada

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