Il Friuli non dimentica:
dopo 40 anni l’aiuto
alle scuole colpite dal sisma

Il 2 gennaio nel centro di Matelica cena e concerto di beneficenza per gli istituti del territorio nel segno della solidarietà portata dai maceratesi nelle zone devastate dal terremoto del 1976

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La devastazione in Friuli dopo il terremoto del 1976

 

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La big-band “Camillo e i cooperativi”

Nel 1976 toccò al Friuli, Tarcento e Gemona erano solo due delle cittadine che piombarono nella devastazione del terremoto. Oggi alle Marche, tra i centri del maceratese più colpiti ci sono Matelica, Castelraimondo, Muccia. Succede che i ponti della solidarietà superino il tempo e si costruiscano, purtroppo o per fortuna sulle circostanze sfortunate della storia. 40 anni fa alcuni volontari di Castelraimondo, Matelica e Muccia si mossero veloci in soccorso delle popolazioni dell’udinese colpite dal sisma. Oggi da quelle zone il miracolo si ripete e al braccio teso allora si risponde con una spalla su cui appoggiarsi per poter ripartire. “Stavolta tocca a noi scendere a darvi una mano per come possiamo” hanno detto gli amici di Tarcento, incontrati da alcuni matelicesi l’estate scorsa poco prima del sisma. Il 2 gennaio un pullman di amici friulani raggiungeranno Matelica per trascorrere insieme un pomeriggio di festa e fare un concerto di raccolta fondi per le scuole danneggiate dal terremoto. Una festa in pieno centro storico con il Piermarini a fare da cornice al racconto dei matelicesi che nel 1976 salirono fino in Friuli a dare una mano, quindi una cena rigorosamente a base di prodotti tipici e infine il concerto dell’ensemble della scuola “Camillo di Gaspero” rinata proprio dalle macerie del sisma di allora. Il programma prevede alle 18 un incontro-testimonianza con i “ragazzi” del 1976 che partirono volontari alla volta del Friuli, alle 20 una cena-buffet e alle 21 il concerto con la big-band “Camillo e i Cooperativi”.


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