Incidente in lavanderia,
ragazza perde l’uso della mano
Due condanne

RECANATI - Una giovane di 27 anni era rimasta incastrata nei rulli di una stiratrice. Sotto accusa sono finiti i legali rappresentanti della ditta produttrice. Oggi la sentenza al tribunale di Macerata

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L'avvocato Massimilano Wolf

L’avvocato Massimiliano Wolf

 

Aveva perso l’uso della mano destra nel tentativo di sbloccare una macchina stiratrice nella lavanderia dove lavorava, condannati per lesioni colpose i legali rappresentanti della ditta produttrice.

Due mesi per lesioni colpose a Simona Massi, 31 anni, di San Benedetto, e Adriano Cestini, 39, di San Benedetto. Questa la sentenza decisa dal giudice Claudio Bonifazi, del tribunale di Macerata, che ha disposto anche una provvisionale di 25mila euro (e i danni da definirsi in sede civile) per una ragazza di 27 anni di Recanati. La giovane, il 24 agosto del 2012, si trovava al lavoro nella lavanderia dei genitori. E’ stato quel giorno che una stiratrice e piegatrice modello “Mercurio 60.33 G” si è inceppata. La giovane per far ripartire il macchinario aveva cercato di tirare fuori da due rulli un capo di abbigliamento ed era stato allora che la stiratrice le aveva risucchiato la mano, causandole uno schiacciamento e ustioni di terzo grado. La giovane a causa dei quell’incidente ha perso l’uso della mano. La 27enne a causa dell’infortunio ha dovuto subire finora una 15ina di interventi. I legali rappresentati della ditta produttrice del macchinario sono finiti sotto accusa perché all’epoca mancavano meccanismi di sicurezza quali l’inversione del moto dei rulli (che è stata introdotto nei modelli successivi) e inoltre nel libretto di istruzioni non c’erano alcune avvertenze come il metodo da adottare in caso di infortunio e intrappolamento dell’operatore per liberarlo il prima possibile (avvertenze che sono state introdotte in seguito all’incidente). Il pm ha chiesto la condanna a tre mesi. Al processo la 27enne si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Massimiliano Wolf. «Siamo soddisfatti che il giudice abbia accolto la tesi dell’accusa, non era un processo facile». Gli imputati sono assistiti dall’avvocato Lamberto Giusti.

(Gian. Gin.)


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