Corrado Croceri, gigante del judo:
“Alleno mente e corpo con l’equilibrio”

CORRIDONIA - Pluricampione italiano e maestro conosciuto in tutto il mondo è oggi candidato come consigliere federale. In oltre 40 anni nel suo Dojo Kenshiro Abbe si sono formati centinaia di giovani e futuri maestri: "Non è uno sport ma una via per migliorarsi, il motto Jita Kyoei significa insieme per progredire"

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Il Maestro Corrado Croceri

di Marco Ribechi

Una disciplina, un maestro e un obiettivo: formare persone moralmente integre, fisicamente sane e socialmente utili. La “Via” è quella del Judo – la via della cedevolezza, dell’adattabilità – e la mano è quella del Maestro Corrado Croceri, un personaggio stimato per la sua professionalità di judoka nel panorama nazionale e internazionale e oggi anche candidato come consigliere federale nazionale alla 40a Assemblea Nazionale Ordinaria Elettiva (il 3 dicembre al Lido di Ostia). Una vita dedicata allo studio del Judo come perfezionamento dell’essere umano in ogni suo ambito. Il suo Dojo Kenshiro Abbe dal 1974 si trova nel centro di Corridonia e da oltre 42 anni è una scuola riconosciuta per l’elevato spirito morale e per aver contribuito a formare molti praticanti oggi divenuti insegnanti esperti. Come un vasaio, il Maestro Croceri plasma gli animi e i corpi dei suoi allievi che grazie a lui mantengono il fisico attivo e la mente equilibrata. Attualmente oltre 120 persone, di cui circa 100 bambini e ragazzi, praticano con costanza e serietà sul Tatami (tappeto specifico per la pratica del Judo) del maestro. Negli anni migliaia di persone lo hanno consumato con soddisfazione e onore.

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Una spiegazione durante il 9° Tre Torri International Judo Summer Camp 2016 a Porto Sant’Elpidio

 LA STORIA SPORTIVA, DAGLI ESORDI AI TITOLI NAZIONALI – Il Maestro Corrado Croceri ha anche un passato sportivo di alto livello da Pluricampione d’Italia, per un decennio tra i migliori Judoka Italiani, stimato tecnico e organizzatore del famoso torneo “Tre Torri”, fino al 2010 una tra le massime competizioni judoistiche mondiali. «E’ stata un’avventura straordinaria – spiega Croceri – che ha portato prima a Corridonia (dal 1983 al 1996) e poi a Porto Sant’Elpidio (dal 1997 al 2010) l’elite del Judo Olimpico e mondiale». La prossima sfida del Maestro è la candidatura a consigliere federale con lo scopo di diffondere il judo non solo come disciplina Olimpica ma soprattutto come metodo educativo e pedagogico. « Il judo è la mia vita e la mia strada – spiega Corrado Croceri – Non è solo uno sport ma una vera e propria filosofia che si esprime anche nella pratica all’interno del Dojo (Luogo per la ricerca della Via). Ho iniziato a praticarlo da ragazzo, all’età di 13 anni circa. Da Corridonia i miei genitori hanno deciso di farmi studiare in un collegio a Osimo dove si potevano praticare diverse discipline sportive. Fu proprio nel Collegio Campana che per la prima volta iniziai il mio percorso di Judoka. Sono stato attratto dall’idea che nel judo Il piccolo batte il grande e il debole batte il forte».

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Un corso di formazione nel Dojo Kenshiro Abbe

Dopo un primo approccio tra Osimo, nella prestigiosa società Sakura, e Macerata nel Judo Samurai, in un tempo in cui la disciplina era a livello pionieristico in Italia, Croceri all’età di circa 18 anni conosce il Maestro Cesare Barioli di Milano, uno dei più grandi maestri di tutti i tempi che lo accetta nel suo Dojo, il famoso Bu Sen di Via Arese 7 nella capitale morale d’Italia. «Quella esperienza, mi ha cambiato la vita, è grazie a lui che decisi di praticare, diventare un campione sportivo e poi anche un esperto di Judo – continua il maestro – Nella sua scuola c’era la massima espressione del judo italiano: i fratelli Vismara, Libero Galimberti, Giorgio Varoli, Aldo Galbiati e tanti altri ancora, non avevo mai visto tante cinture nere insieme. Così mi trasferii in Lombardia promettendo a mio padre che mi sarei diplomato in breve tempo se mi avesse lasciato continuare. All’epoca la scuola non mi appassionava molto, non ero uno studente modello ma il judo aveva già iniziato a dirigere la mia esistenza».

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Corrado Croceri con i suoi giovani allievi nel Dojo di Corridonia

In soli 16 mesi e con grande impegno Croceri l’8 febbraio del 1970 al Palaeur di Roma vince la sua prima gara nazionale, la Coppa Italia Juniores che gli permette di diventare immediatamente cintura nera. Viene convocato in nazionale per i Campionati d’Europa Juniores che non poté fare a causa di un infortunio. Nel ’71, ancora poco cosciente dei propri mezzi, perde ingenuamente la finale dei campionati nazionali arrivando secondo. Nel ’72 è campione d’Italia, nel ’73 a Firenze per i colori del Centro Sportivo Carabinieri, diventa Campione Italiano Assoluto. Nel ’74 rientra nella sua Città di Corridonia e apre la sua scuola di Judo, il Dojo Kenshiro Abbe, dove inizia la sua carriera come insegnante. Nel ’76 decide di ricominciare a gareggiare e l’anno dopo nel ’77 è di nuovo Campione d’Italia a Lugo di Romagna per poi laurearsi per la quarta volta Campione d’Italia anche nel ’78 a Treviso. Nell’85 diventa istruttore nei quadri tecnici federali. «Da allora mi concentro sul formare persone prima che atleti – spiega il Maestro – continuo a promuovere il Judo nel Dojo e questo progetto che riscuote interesse è riconosciuto in tutto il mondo».

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Una lezione del maestro Croceri durante il 9° Tre Torri International Judo Summer Camp 2016

IL TORNEO TRE TORRI – Il torneo Tre Torri, organizzato dall’83 al 2010, era un evento straordinario che tutti i judoka del mondo ricordano. «Partecipare al Tre Torri era un sogno per gli atleti di alto livello di tutto il mondo – spiega Croceri – in alcune edizioni hanno partecipato oltre 40 paesi, venivano squadre nazionali dal Giappone, Korea, Cina, Brasile, Stati Uniti, Cuba, e quasi tutta Europa con Nazioni molto prestigiose nel Judo come la Francia, la Russia e tantissime altre. Tutti gli alberghi erano pieni, oltre 500 atleti con migliaia di persone al seguito. Abbiamo inaugurato nell’83 il Palazzetto di Corridonia dove fino al 1996 sono venuti tutti i più grandi maestri compreso il personaggio ancora oggi più prestigioso, Yasuhiro Yamashita (4 volte Campione del Mondo, Campione Olimpico Los Angeles 1984 e 9 volte Campione del Giappone). Nel 1999 ho organizzato anche la settimana Culturale Giapponese con la partecipazione di una delegazione composta da Maestri di spada (Kenjutsu), di tamburi, (Wadaiko) di calligrafia (Shodo) e molte altre arti giapponesi come la danza, l’arte di fare pacchetti regalo (Mizuhiri) e altre».

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Alcuni piccoli judoka

I FONDAMENTI DEL JUDO – La vera disciplina però non è nello sport: «Il judo nasce come studio pedagogico – spiega Corrado Croceri – con l’obiettivo di costruire una persona sana fisicamente, intellettualmente evoluta, moralmente onesta, etica e utile alla società (il principio Jita Kyoei significa insieme per crescere e progredire). Secondo Jigoro Kano fondatore del Judo (1860 – 1938), un uomo è tanto più grande quanto più è utile alla società. Per questo tanti genitori affidano i loro bambini, anche in tenerissima età alla nostra scuola di Judo. Nel Judo non si finisce mai d’imparare come del resto nella vita: Kaizen è un termine che in giapponese significa il miglioramento continuo. Nella pratica del Judo la sicurezza è la prima cosa, l’attività fisica non deve causare logoramento. Purtroppo non è sempre così e in molte discipline sportive quest’aspetto viene tralasciato talvolta con disastrose conseguenze».

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Un circuito di allenamento per i bambini

Il primo principio del Judo è Ju no ri: «Significa adattabilità – spiega Croceri – nel Ju Jutsu (arte della cedevolezza), antesignano del judo, questo era il primo principio su cui si basava il metodo. Jigoro Kano intuì che poteva essere applicato sia nello studio dell’attacco/difesa, cioè nel combattimento, che in ogni aspetto della vita. La metafora è quella del salice che flette i suoi rami per far scivolare via la neve senza spezzarsi, oppure quella dell’acqua che scorre verso valle: per quanto ci possiamo sforzare a fermarla troverà sempre la strada per proseguire». Ju no ri, era il principio guida del metodo insegnato da Kano. «Ju no ri non significa mancanza di forza – prosegue Croceri – ma al contrario concorre con altre strategie a ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, (Seiryoku zen’yo). Quest’ultimo principio è la tappa decisiva su cui si fonda il metodo di Jigoro Kano. Per distinguersi dalle scuole di Ju jutsu già esistenti Kano aggiunse il nome della sua scuola Kodokan (Luogo dove si studia la Via), senza dubbio una pietra miliare del progetto educativo che lui chiamò Judo Kodokan. Questi principi sono riferimenti importanti che guidano il progetto educativo con i miei allievi, non è la vittoria ad ogni costo che conta ma apprendere come ci si deve comportare nelle differenti situazioni nell’intento di mettere sempre al primo posto il migliore uso dell’energia fisica, mentale e spirituale (Seiryoku zen’yo). Naturalmente senza tralasciare l’etica e la morale».

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Nel judo la pedagogia è fondamentale

LA PEDAGOGIA DEL JUDO – «L’adattabilità serve dunque per vincere – spiega il maestro – la flessibilità per capire cosa è necessario fare in ogni momento. E’ chiaro che queste idee servono sul tatami ma ancora di più nella vita quotidiana e per trasmetterle in maniera adeguata è necessario rispettare le tappe evolutive dell’allievo e parlare un linguaggio che lui possa agevolmente comprendere». Il sogno del maestro Corrado Croceri è rendere consapevoli le persone dell’importanza sociale del judo. «In paesi come la Francia il judo ha aiutato a creare una società migliore – conclude il maestro – Perché una persona che ha avuto modo di educarsi con il Judo, è senza dubbio una persona migliore. Vedo nella società uno sfaldamento dei valori, dei legami sociali, della solidarietà, per questo il Judo deve essere insegnato e fatto conoscere come uno strumento di grande valore sociale. Con questo scopo continuo a impegnarmi come Maestro e giunto a questa fase della mia vita spero di poter contribuire anche nell’ambito della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate, Arti Marziali) dove mi sono candidato a Consigliere di settore Dirigente.  Se avrò successo m’impegnerò come ho sempre fatto per cercare di promuovere il Judo in un ambito ancora più vasto».


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