Asilo nido segnalato all’Anticorruzione,
l’assessore: “Accuse gravissime”

MONTE SAN GIUSTO - Simona Scopetta risponde ai dubbi sollevati dai consiglieri di minoranza Andrea Salvatori e Romina Tortolini: "Un modo per emergere screditando chi opera e si impegna quotidianamente per i cittadini"

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L'assessore Simona Scopetta

L’assessore Simona Scopetta

 

Perplessità sull’asilo nido di Monte San Giusto, la Giunta guidata dal sindaco Andrea Gentili risponde alle accuse dei consiglieri di minoranza Andrea Salvatori e Romina Tortolini. Nei giorni scorsi il gruppo di opposizione Progetto Monte San Giusto aveva accusato il primo cittadino di non aver investito abbastanza sul servizio educativo, sollevando inoltre forti dubbi sulla legalità del bando di gara che ha dato in gestione l’asilo nido alla società cooperativa pugliese Aliante (leggi l’articolo). 

«Le accuse pesanti dei consiglieri di opposizione Salvatori e Tortolini – ha commentato Simona Scopetta, assessore alle Politiche sociali di Monte San Giusto – rappresentano, purtroppo, l’ennesimo vergognoso tentativo, per soli tornaconti politici, di buttare fango sul lavoro che questa amministrazione sta facendo. La gara per il nuovo appalto del servizio educativo si è svolta nel pieno rispetto della legalità, la procedura di gara aperta, infatti, che è quella prevista per norma dal codice degli appalti, garantisce i principi della massima trasparenza, concorrenza e parità di trattamento. Alla gara hanno partecipato cinque concorrenti diversi, anche locali, e l’appalto è stato regolarmente aggiudicato dall’Aliante – Libero consorzio di cooperative sociali, in possesso di tutti i requisiti e le referenze richieste». Il gruppo di minoranza aveva accusato il Comune di far recepire compensi aggiunti alla società Aliante, segnalando il fatto all’Autorità nazionale anticorruzione. «Nella procedura di gara – sottolinea Scopetta – vi era l’obbligo, da parte della cooperativa, della sostituzione del personale educativo dipendente dal Comune. Il compenso spettante alla stessa, per le relative prestazioni, è il medesimo previsto in sede di gara. Nessun compenso extra quindi viene percepito dalla cooperativa. E’ un’accusa gravissima affermare il contrario».

Sull’assenza di un progetto educativo, l’assessore spiega come dallo scorso anno scolastico «sono le educatrici stesse che elaborano il percorso formativo, attraverso un lavoro integrato di équipe con il supporto della figura specialistica della coordinatrice pedagogica, nella fattispecie una psicologa-psicoterapeuta con anni di esperienza nel settore dei servizi per l’infanzia. La stessa, nel corso dell’anno, segue passo passo il lavoro delle educatrici, aiutandole nella gestione delle criticità che possono presentarsi al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. In tal modo il progetto risulta maggiormente rispondente alle esigenze educative specifiche dei bambini frequentanti il nido».
«Si sa, quando non si riesce a fare – conclude Scopetta -, l’unico modo per emergere è screditare chi invece opera e si impegna quotidianamente per il bene dei cittadini. E chi se ne importa se questo significa mortificare la professionalità e la competenza di chi opera per il servizio, le educatrici del nido in primis in questo caso, che di fatto vengono considerate non in grado di svolgere un servizio educativo di qualità, salvo poi ringraziarle per l’ottimo lavoro svolto. Niente di più ipocrita e opportunista. Ma d’altronde “mors tua, vita mea”: questo è il motto dei consiglieri di opposizione. Siamo noi, a questo punto, a chiedere a Salvatori e Tortolini di illustrarci cosa hanno fatto nei cinque anni di amministrazione per l’asilo nido comunale».

 


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