Area vasta,
i sindacati minacciano sciopero:
“1,5 milioni a rischio per i lavoratori”
SANITA' - Il segretario della Fp Cisl Marche Luca Talevi annuncia possi "La mancanza di attuazione di una delibera regionale comporterebbe la perdita delle risorse. In mancanza di risposte si indirà la mobilitazione di tutte le Aree vaste"
«Sanità 1,5 milioni a rischio per i lavoratori dell’Area vasta». Il segretario della Fp Cisl Marche Luca Talevi lancia l’allarme sulla mancata erogazione dei fondi produttività previsti per il 2015 dall’Asur che per il distretto maceratese ammonterebbero a 900mila euro da destinare al comparto e 550mila alla dirigenza. «Nonostante gli accordi regolarmente sottoscritti e la condivisione al tavolo regionale la mancanza di attuazione di una apposita delibera regionale rischia di far perdere risorse fondamentali per il riconoscimento del lavoro svolto da migliaia di professionisti della sanità dal nord al sud della regione».
Una défaillance attuativa che, come scritto da Talevi «a livello regionale metterebbe a rischio risorse per 3,5 milioni di euro per il comparto ( infermieri ed oos ) e 2, 3 milioni euro per la dirigenza, medici compresi»
I tagli più pesanti sarebbero però proprio quelli per l’Area vasta 3. «Si ipotizza un taglio di circa 900mila euro dal fondo produttività 2015 del comparto e circa 550mila da quello della dirigenza – specifica Talevi – Una cifra enorme che rischia ancora una volta di ricadere sulla pelle dei lavoratori. I quali nonostante i tagli del personale nel triennio 2011/2014 (che hanno fatto risparmiare alla Regione circa 28 milioni di euro) hanno continuato, a parità di posti letto, a garantire l’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario regionale, sacrificando ferie, permessi e straordinari da recuperare. Per questo motivo in assenza di risposte concrete nelle prossime ore unitariamente si indirà lo stato di mobilitazione di tutte le Aree vaste. Le categorie del pubblico impiego Cisl, Cgil e Uil si riuniranno nelle prossime ore per condividere tutte le iniziative di mobilitazione possibili sino, se costretti in assenza di decisioni da parte della Regione, ad indire lo sciopero dei lavoratori del servizio sanitario regionale»

