Nuovo inceneritore, il Governo va avanti

RIFIUTI - Nonostante il no della Regione il ministero dell'Ambiente pensa alla vas (valutazione ambientale strategica) sul decreto della presidenza dei ministri che prevede la realizzazione di un impianto per una capacità di incenerimento di 190 mila tonnellate l'anno

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Manifestazione dello scorso anno per la chiusura dell'inceneritore

Manifestazione per la chiusura dell’inceneritore del Cosmari (foto d’archivio)

 

Il governo nazionale non arretra sul futuro inceneritore delle Marche, dopo il no più volte espresso dalla Regione e dall’assessore all’ambiente, il maceratese Angelo Sciapichetti (leggi l’articolo). E’ in corso al ministero dell’Ambiente la procedura per decidere se assoggettare il programma nazionale per la costruzione dei nuovi impianti di incenerimento alla valutazione ambientale strategica. La costruzione del nuovo inceneritore è contenuta nella bozza di dpcm (decreto presidenza consiglio dei ministri) che prevede la realizzazione di un impianto per una capacità di incenerimento di 190 mila tonnellate l’anno di rifiuti, ai sensi dell’articolo 35 del cosiddetto decreto Sblocca Italia.

Nel documento si spiega nel dettaglio la situazione per il centro Italia ed il perché della scelta di fare l’inceneritore, per smaltire 523 mila tonnellate di rifiuti urbani all’anno. In particolare emergono i dati riguardanti «l’elevato fabbisogno di incenerimento nelle Marche (198.339 tonnellate/anno), Umbria (129.883 ), Lazio (213.652 ). L’assenza totale di impianti nella regione Umbria e nelle Marche, l’autosufficienza per la regione Toscana». Si legge ancora nel documento. «Nelle non sono presenti impianti di incenerimento operativi. I rifiuti urbani e assimilati sono avviati negli impianti di trattamento preliminari che consentono di soddisfare il relativo bisogno di trattamento. Inoltre la Regione ha comunicato la sospensione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per l’esercizio dell’impianto di Tolentino».

Scendendo nel merito della motivazione per le Marche la bozza del decreto recita: «La Regione non è oggetto di contenziosi o precontenziosi europei, ma si riscontra ad oggi, un ricorso prevalente allo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani e assimilati. Per tali motivi, la Regione è stata individuata per la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento con capacità pari a 190 mila tonnellate/anno di rifiuti urbani e assimilati». Nel parere del servizio regionale Infrastrutture, Trasporti ed Energia trasmesso al ministero lo scorso 14 aprile, si chiede di assoggettare a vas il programma nazionale che individua la capacità di incenerimento dei rifiuti urbani con lo schema di dpcm e la valutazione di incidenza. «Il programma, poiché riguarda la previsione di realizzazione di inceneritori, contrasta con le scelte strategiche già effettuate dalla Regione con il prgr (Piano regionale gestione rifiuti) – si legge nel parere  – la programmazione regionale assicura stabilità con il Prgr assieme alla sotenibilità complessiva del sistema di gestione dei rifiuti fino al 2020 ed oltre».

Nel documento istruttorio allegato al parere si individua in 130 mila tonnellate la quantità di rifiuti da smaltire (contro i 198 mila del piano nazionale), dichiarando non conformi ad un decreto del 2006 le valutazioni di mancato impatto ambientale, contenute nel rapporto preliminare del governo. «La sostenibilità economica di un inceneritore è dubbia» scrivono i funzionari regionali, osservando come la realizzazione di un nuovo inceneritore possa demotivare i cittadini nel proseguire con la raccolta differenziata, vanificando le politiche perseguite per anni nel settore. Si riporta anche uno stralcio del parere della Provincia totalmente negativo nei confronti del nuovo impianto, affermando che l’ex inceneritore del Cosmari, spento dal 2013 sarà avviato verso una definitiva dismissione.


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